Le malattie dell’anima

Solitamente si definisce malattia dell’anima quello stato di disagio, blocco che impedisce il pieno sviluppo della vita disturbando il rapporto di amore verso se stessi e verso il prossimo. Ma cos’è l’anima?

L’anima (in greco psiche) include i pensieri, i ricordi, le emozioni, i sentimenti, la memoria, l’immaginazione, la capacità di ragionamento e l’intelligenza, quello che viene in modo riduttivo definita la “mente”.

” L’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato sano (irreprensibile) ” (I Tessalonicesi 5:23).

Dei tre elementi, lo spirito permette il contatto con Dio. Il corpo permette il contatto diretto con la materia (attraverso i 5 sensi naturali). L’anima si trova fra i due e rende possibile la comunicazione e la cooperazione (positiva) o frattura (negativa) fra lo spirito e il corpo.

 “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito ha esultato in Dio mio salvatore” (Luca 1,46-47)

La malattia interiore può avere origine sia dalla costituzione originaria della persona (ereditarietà generazionale) che dalle pressioni dell’ ambiente in cui è cresciuta.  In questo senso sono malattie interiori tutte quelle forme di insicurezza, di timore, di panico, i complessi di inferiorità, di colpa, di persecuzione, la tendenza ad una tristezza e ad una depressione legate a un morboso ripiegamento su se stessi, i meccanismi di gelosia, di aggressività, di distruttività, l’infantilismo, la non accettazione di sé, i risentimenti e i rancori persistenti e così via.

Nel profondo di ogni persona possono coesistere in forme diverse e con diversi livelli di sofferenza: limiti generazionali, i traumi della gestazione , della nascita , dell’infanzia, il non essere desiderati, accolti così come si è, le violenze dell’ambiente circostante , il tipo di educazione (autoritaria  o coercitiva, repressiva  o troppo permissiva) che possono fornire la spiegazione di una quantità considerevole di malattie interiori (che spesso si traducono in malattie somatiche).

Per esempio l’orgoglio, il desiderio di primeggiare, possono sorgere da attitudini che sembrano ad esse contrarie, come ad esempio le insicurezze e le paure, le oppressioni, il complesso di inferiorità. L’aggressività dei meccanismi di gelosia può sorgere da una profonda insicurezza. Tutti abbiamo sperimentato nella nostra vita come le delusioni che abbiamo provato riguardo a persone che pensavamo in un modo e poi erano diverse, hanno prodotto la tendenza alla sfiducia, al sospetto, al giudizio, alla durezza di cuore e a volte all’ incapacità di comunicare e di amare.

Jehovah Rapha tradotto: “IO SONO il Signore che ti guarisce” (Es 15,26) Alcuni traducono: Io sono il Signore,  il tuo medico.   Nei  vangeli, compare il verbo greco Therapeuo tradotto in guarire, curare. Il verbo greco sozo viene tradotto come salvare o guarire. Se la “salvezza” nella Scrittura include la salute intera della persona, perché spesso separiamo, più o meno coscientemente, la salute psichica-emotiva da quella  fisica, e queste due da quella spirituale?

Le Scritture, però, non si limitano a evidenziare la nostra realtà malata, ma ci presentano la soluzione, cioè la cura e la guarigione, ci presentano la figura di Gesù Cristo, il cuore sano per eccellenza: “Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l’anno di grazia del Signore” (Isaia 61:1-2).

Il potere perverso delle tradizioni umane

Il termine tradizione (dal latino traditiònem deriv. da tràdere = consegnare, trasmettere) può assumere diverse accezioni, fortemente interrelate. E’  sinonimo di consuetudine (spesso è utilizzata in tale senso la definizione “tradizioni popolari  intendendo la trasmissione nel tempo, all’interno di un gruppo umano, della memoria di eventi sociali o storici, delle usanze, delle credenze religiose, dei costumi.

Volevo qui soffermarmi sulle tradizioni umane a livello religioso. Poniamoci una domanda: essendo tradizioni religiosi consolidate nei secoli e accettate dai più, sono necessariamente buone? A questo proposito lasciamo rispondere il Maestro dei Vangeli:

Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano     essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini» (Mt 15,6-9)

Da queste parole risulta chiaro che vi sono tradizioni religiose, radicate negli animi dei credenti, che annullano (azzerano) la Parola di Dio e che sono solo precetti umani (nascono cioè dalla volontà umana e non dalla volontà divina). Sono tantissime le tradizioni religiose che costituiscono delle vere e proprie “fortezze mentali” radicate e pericolose, se non vengono messe in discussione da un cuore aperto e una mente disposta alla Parola di Dio.

Tra le tantissime umane tradizioni religiose che si sono imposte nei tempi è il convincimento che il buon Gesù sia un buonista, a cui tutto vada bene in nome della misericordia. Non è così. Anche recentemente ponendo l’enfasi sulla Misericordia si è omessa la Giustizia divina. Dio è misericordioso, ma è giusto. La misericordia non impedirà, stando alla Parola, che molti andranno perduti attraverso la condanna: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. (Mt 25,41).

La bontà non è buonismo. Così la tradizione che Gesù sia uno “yes man” uno che dica sempre di sì a tutti per ogni cosa e che ciascuno possa “tirarlo per la giacca” come meglio crede, non appare proprio così da vangeli. Vediamolo all’opera.

Uno della folla gli disse: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità».  Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». (Lc 12,13-14)  Forse oggi direbbe: non rompere per questioni che io ritengo futili.

 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». (Mt 15,22-24)  Forse oggi direbbe: non sono a tua disposizione. 

Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Forse oggi direbbe: lascia perdere, non sei fatto per questa scelta di vita.

E un altro dei discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre».Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti». (Mt 8,19-22)  Forse oggi direbbe: non perdere tempo; io valgo di più del funerale di tuo padre e delle persone che seguono il feretro, le quali sono più morte del defunto.

Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». (Mc 5,8-19) Forse oggi direbbe:  non ti voglio tra i piedi; piuttosto torna a casa tua e racconta l’accaduto.

 Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».  Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». (Lc 8,19-21) Forse oggi direbbe: non sono più la mia famiglia; ho una famiglia nuova e più grande.

Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. (Gv 6,23-27)  Forse oggi direbbe: non sono un distributore automatico di segni e di grazie! Mi cercate per i vostri interessi o per le cose che ho fatto per voi. Dovreste cercare Me non le cose che faccio per voi!

In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?».Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». (Gv 21,18-22) Forse oggi direbbe: Pietro non preoccuparti per Giovanni, pensa a te stesso. Io non devo soddisfare la tua curiosità!

Questi con altri passaggi dai Vangeli ci insegnano che Gesù è tutt’altro che un buonista, uno a cui tutto può andare bene, in nome del vivere in pace. Al contrario, lo vediamo dire spesso no, a richieste sbagliate o a persone che lo avvicinavano con attitudini o motivazioni sbagliate. Questo pensiero sbagliato e radicato nella mente di molti, và corretto alla luce della Parola di Dio.

Questo dimostra ciò che ho scritto all’inizio di questo articolo: sono tantissime le tradizioni religiose che costituiscono delle vere e proprie “fortezze mentali” radicate e pericolose, se non vengono messe in discussione da un cuore aperto e una mente disposta alla Parola di Dio.

E’ infatti la Parola di Dio che contiene il “pensiero” e la “volontà” di Dio. Solo se siamo disposti a metterci sinceramente in discussione, disposti ad “azzerare” i nostri umani pensieri (tradizioni) a favore dei pensieri divini, possiamo allinearci alla Sua volontà.

Poiché le armi della nostra battaglia non sono fisiche (armi di carne e sangue), ma tramite Dio, hanno il potere di abbattere e distruggere le fortezze, (nella misura in cui noi) rifiutiamo discussioni, teorie e ragionamenti e ogni cosa orgogliosa e altezzosa che si leva contro la (vera) conoscenza di Dio; e sottomettiamo ogni pensiero e ogni proposito all’obbedienza di Cristo. (2 Cor 10, 4-5)

Tutti noi siamo di fronte a una scelta personale: o continuare a vivere secondo i nostri pensieri acquisiti e radicati (frutto di educazione, influenze esterne ed esperienze) oppure di cambiare davvero la nostra vita, rinnovando i nostri pensieri sostituendoli con i pensieri di Dio che leggiamo nella Sua Parola:

Non conformatevi a questo mondo (modellato e adattato a costumi esterni e superficiali), ma trasformatevi (cambiate) rinnovando (completamente) la vostra mente (con nuovi ideali e atteggiamenti), per poter provare (personalmente) quale sia la perfetta volontà di Dio, buona e a Lui gradita, e ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto (agli occhi di Dio per voi) (Rom 12,2)

Se siamo umili interiormente, disposti cioè a cambiare, a sostituire le nostre “umane tradizioni” con la Sua Parola, ci sentiremmo dire dal Signore:

Così avete annullato la vostra tradizione in nome della Parola di Dio. Bravi! Avete obbedito al profeta Isaia e così mi onorate con le labbra e con  il suo cuore.  Mi rendono efficacemente culto, insegnando le mie dottrine che sono precetti di Dio» (Mt 15,6-9)