9 Regole per essere veramente felici

9 regole per essere feliciScopriamo insieme le 9 Regole per essere veramente Felici , per prima cosa dobbiamo capire veramente cosa ci può rendere felici, tutti direte i soldi e il successo, è provato scientificamente e socialmente che successo e soldi non equivale ad ESSERE FELICI .
Ma allora COSA SERVE PER ESSERE VERAMENTE FELICI..
Che ne dite immergetevi in questo articolo e lo scoprite, forse è più semplice di quanto voi pensiate… Continua a leggere

Perdersi nell’Infinito

Perdersi nell'InfinitoMi sono ispirato a una parte di una poesia di Cesare Pavese ” Lavorare Stanca”, che qui di seguito vi propongo..
Ma oltre all’ispirazione ricevuta dalla poesia, le altre fonti di ispirazione sono arrivate dal mondo che mi circonda; molte volte osservo le persone, la nostra società, il nostro modo di vivere, comunicare, socializzare, gestire i rapporti umani e interpersonali, per questo ho pensato a un articolo dal titolo Perdersi nell’InfinitoContinua a leggere

Il riposo dell’anima

 

 

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni. (Sal 23)

 

E’ il mio Pastore. Si racconta che due uomini furono chiamati in un grande auditorium per recitare questo Salmo. Uno era un noto oratore e bravo nella recitazione. Egli declamò Il Salmo in un modo tanto efficace, che quando terminò la lettura, tutti lo applaudirono e gli chiesero persino un bis, per poter ascoltare ancora la sua meravigliosa performance.  Poi, l’altro uomo, che era molto più vecchio, ripeté le stesse parole, ma quando terminò, nessun rumore si sentì nell’auditorio. La gente era commossa e stava piangendo. Allora il primo uomo si alzò e disse: “Ho una confessione da fare: la differenza tra quello che voi avete appena udito dal mio vecchio amico e quello che avete udito da me è questa: io conosco il Salmo, mentre il mio amico conosce il Pastore”.

Mi fa riposare. È indubbio che ogni persona è alla ricerca di riposo, del riposo dell’anima. Fa riflettere il dato fornito ultimamente da alcune case farmaceutiche: gli ansiolitici e similari sono fra i farmaci a più largo consumo. L’ansietà, la depressione colpisce un individuo su tre e non risparmia neppure i ragazzi in età preadolescenziale. È di riposo, ciò di cui l’uomo ha oggi bisogno. Gesù è il solo che può darlo: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Tu sei con me.  Un’insegnante di una scuola elementare di periferia, che di frequente balzava sulle cronache dei giornali, causa l’alta percentuale di delinquenza minorile, trovava difficoltà a gestire la classe. Molti di questi ragazzi avevano i genitori in carcere o erano latitanti e ricercati dalla polizia. Un giorno la maestra chiese ai suoi alunni di disegnare qualcosa per loro importante. La maggior parte disegnò tavole imbandite di cibi e dolci. L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da uno di questi: una semplice mano disegnata in maniera infantile. “Ma la mano di chi e?” chiese la maestra. I ragazzi cercarono di dare una risposta: “Secondo me è la mano di un contadino che ci porta da mangiare” disse un bambino, di “un pugile” disse un altro; “la mano di un ladro” disse un ragazzo con lo sguardo da furbetto. L’insegnante si chinò sul banco del ragazzo che aveva fatto quel disegno e domandò di chi fosse la mano: “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino. “Tutti i giorni tu prendi la mia mano e mi accompagni all’uscita. Lo so che lo fai con tutti, ma per me vuole dire tanto, perché quando sento che la tua mano stringe forte la mia, mi sento protetto”. Allo stesso modo il Signore afferra la mano di chiunque pone in Lui la sua fiducia: “Ma pure, io resto sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra” (Sal 73:23). il Vangelo termina con questa promessa di Gesù: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Mt 28:20).

Sotto gli occhi dei miei nemici.  Nei pascoli d’Israele crescono piante velenose che sono mortali per le pecore, se queste le ingeriscono. Ci sono anche delle piante con spine lunghe e dure che se penetrano nelle molli narici delle pecore, provocano forti dolori e serie ferite. Ogni primavera il pastore estirpa queste piante con una zappa e le ammucchia per bruciarle. Così i pascoli sono sicuri per le pecore. Affidiamoci al Signore, dipendiamo da Lui, come la pecora dipende dal suo pastore. Nella vita incontreremo tanti nemici che cercheranno di distruggerci. Molti hanno paura di non farcela a resistere, hanno paura del fallimento e della caduta. Se il Signore è il nostro Pastore, nulla ci mancherà: Egli ci darà la vittoria su ogni situazione, perché provvederà per noi: “Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano” (Is 40:11).

Cospargi di olio il mio capo.  Alla fine della giornata, le pecore sono stanche e sfinite, ma il pastore le aspetta sulla soglia dell’ovile e mentre entrano, le esamina attentamente. Se trova delle ferite, il pastore applica dell’olio per ammorbidirle e disinfettarle, cosi, anziché infettarsi, le ferite guariscono in fretta: “Le sue mani guariscono” (Giobbe 5:18). Quante volte ci siamo feriti o siamo stati feriti: abbiamo scoperto che il Buon Pastore è sempre pronto a versare sulle nostre ferite l’olio dello Spirito Santo che è il miglior lenitivo. Il pastore si preoccupa tutto il giorno per il gregge, ma al momento del rientro all’ovile egli controlla le pecore ad una ad una singolarmente. Quanto è grande l’amore che Dio ha per le Sue pecore: “Infatti così dice Dio, il Signore: Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre; le farò uscire dai popoli, le radunerò dai diversi paesi e le ricondurrò sul loro suolo; le pascerò sui monti d’Israele, lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese. Io le pascerò in buoni pascoli e i loro ovili saranno sugli alti monti d’Israele; esse riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d’Israele. Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare, dice Dio, il Signore. Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata” (Ez 34:11-16) “Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”. Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento” (Lc 15:4-7).

Loira Rizzi

Tutto è possibile a chi crede

I Still Havent Found What I’m Looking For

Qualcuno ha detto che l’importante della vita, più della mèta, è  il viaggio. Qualcosa di simile lo troviamo nelle Scritture, dove il nostro Viaggio con Dio, con i suoi alti e bassi è più importante della mèta. La mèta è il punto di arrivo, mentre la vita è il Viaggio.

Questo mi fà ricordare novembre 1988, quando un amico regalò a me e Loira un nastro con l’ultimo disco degli U2 “Rattle and Hum”.  Ascoltammo più volte gli splendidi brani contenuti e tra questi ce n’era uno ” I Still Havent Found What I’m Looking For” (Non ho ancora trovato ciò che sto cercando” che condivido  oggi.

 

I have climbed the highest mountain   Ho scalato la montagna più alta
I have run through the fields            Ho corso attraverso i campi
Only to be with you                         Solo per stare con te
Only to be with you                          Solo per stare con te

I have run, I have crawled              Ho corso, ho strisciato
I have scaled these city walls       Ho scalato questi muri di città
These city walls                             Questi muri di città
Only to be with you                       Solo per stare con te

But I still haven’t found what I’m looking for  Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

I have kissed honey lips                 Ho baciato labbra al miele
Felt the healing in her fingertips   Sentito la guarigione sulla punta delle sue dita
It burned like fire                            Bruciava come il fuoco
This burning desire           Questo desiderio ardente
I have spoke with the tongue of angels  Ho parlato la lingua degli angeli
I have held the hand of a devil Ho tenuto per mano un diavolo
It was warm in the night  Era calda nella notte
I was cold as a stone   Io ero freddo come una pietra

 But I still haven’t found what I’m looking for Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

 I believe in the kingdom come Credo nel regno che verrà
Then all the colors will bleed into one Quando ogni colore sfumerà in uno
Bleed into one               Sfumerà in uno
Well, yes, I’m still running  Beh, si, sto ancora correndo

You broke the bonds and you Hai spezzato i vincoli
Loosed the chains                 Hai allentato le catene
Carried the cross               Portato la croce
And all my shame        E tutta la mia vergogna
All my shame                   Tutta la mia vergogna
You know I believe it     Sai che ci credo

But I still haven’t found what I’m looking for Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

Nella Scrittura sono contenute molte Promesse di Dio per coloro che lo seguono nel cammino della vita. In molte di queste promesse troviamo i verbi in due tempi: il tempo presente e il tempo futuro.

Ecco alcuni esempi.

Cercate (adesso) prima il regno di Dio e la sua giustizia,

e tutte queste cose vi saranno date (tempo futuro) in aggiunta.

Non affannatevi (presente) dunque per il domani,

perché il domani avrà (futuro) già le sue inquietudini. (Mt 6,33-34)

 

Chiedete (presente)  e vi sarà (futuro) dato;

cercate (adesso) e troverete (futuro);

bussate (presente) e vi sarà (futuro) aperto;

perché chiunque chiede riceve,

e chi cerca trova

e a chi bussa (adesso) sarà (dopo) aperto. (Mt 7,7-8)

 

Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità

esponete (presente) a Dio le vostre richieste,

con preghiere, suppliche e ringraziamenti;

e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza,

custodirà (futuro)  vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. (Fil 4,4-7)

 

Vi è un ADESSO che devo fare, vi è un DOPO per ottenere.

La distanza temporale tra il presente e il futuro non la conosciamo.

Potrebbe essere un secondo dopo o chissà quando.

Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, lustri, ecc..

 

 

Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà;

se tarda, aspettala;

poiché certamente verrà;

e non tarderà (Abacuc 2,3)

 

Ma c’è una distanza temporale tra il nostro ADESSO PRESENTE

e l’adempimento del DOPO FUTURO.

 

Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto,

questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro,

corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama

a ricevere lassù, in Cristo Gesù. (Fil 3,13-14)

Tutto è possibile a chi crede

Roberto Aita