Mea Culpa- Ultimo articolo

Nel 2000 Papa Giovanni Paolo II chiese perdono per i misfatti della Chiesa cattolica nei secoli precedenti (guerre di religione, scismi, persecuzione degli ebrei, l’Inquisizione, le Crociate,ecc…). Chiese perdono per gli sbagli della Chiesa e in quel “mea culpa” abbracciava secoli di storia.

Io non sono il Papa e non posso aspettare 347 anni per chiedere perdono a Galileo Galilei; non ho tutto quel tempo per chiedere  scusa, per cui lo faccio subito.

Nell’ultimo articolo pubblicato su questo blog, alcuni si sono sentiti offesi per il termine da me adoperato “babbei”.  Conservo tutte le mail ricevute degli uni e degli altri.

In ogni articolo vi è un contenuto (SOSTANZA) e vi è la FORMA.

Probabilmente alcuni  hanno colto la SOSTANZA dell’articolo e non si sono sentiti urtati dalla FORMA da me usata. Altri invece  si sono sentiti offesi dalla FORMA (della SOSTANZA non so).

Il MEA CULPA è rivolto a costoro che sono sentiti offesi per il termine “babbei” . A loro chiedo scusa e chiedo perdono per la FORMA SBAGLIATA che ho usato.  Non era nelle mie intenzioni offendere nessuno, ma se è stato da alcuni percepito così, a queste persone SENZA SE E SENZA MA, chiedo perdono. Mea culpa.

Sono un tipo passionale e nella foga di comunicare ho sbagliato nei confronti di queste persone e a queste persone CHIEDO UMILMENTE PERDONO. Io non volevo “ferire” nessuno, ma a chiunque sia stato ferito dalle mie parole, CHIEDO PERDONO.

Questo dimostra quanto io non sia un buon comunicatore. Pensavo di ottenere un buon risultato con tutti e invece così non è stato.

Non è importante la mia buona intenzione, è importante la mia colpa di aver offeso.

Per cui CHIEDO PERDONO a te, se ti ho offesa/o.

Lo chiedo sapendo che non è garantito: è un dono (per-dono).

Sono rammaricato profondamente.

Negli anni ho assistito a tante divisioni tra credenti e spesso per “offese” date,presunte o ricevute.

E ogni volta che è successo,è avvenuta una profonda lacerazione,una divisione al Corpo di Cristo. E quando è successo chi ha gioito di questo?

Non il Signore che ci dice: vi riconosceranno da come vi amerete. Non vi riconosceranno da come sarete perfetti o santi o infallibili, (io sbaglio più di tutti e ci metto la faccia) ma al contrario, attraverso il perdono e la riconciliazione, da come vi amerete.

E’ qui, è proprio in questi frangenti dolorosi che possiamo dimostrare di essere nel Signore.

E’ qui, è proprio adesso che possiamo dimostrare a noi stessi e al mondo che l’Amore di Cristo vince ogni cosa.

E’ qui, è proprio adesso che possiamo darla vinta al divisore e non fare quello che normalmente avviene: dividerci.  Perdonatemi.

La preghiera del mio cuore e che per coloro che ho offeso, questa situazione PER MIA COLPA venga, attraverso il PERDONO e la RICONCILIAZIONE , diventi un’occasione meravigliosa di Vittoria in Cristo, adempiendo così :

“Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rom 12,21) e

” (Padre) Rimetti (condona) i miei debiti, così come io rimetto (condono) i miei debitori” (Mt 6,12)

Questo Blog a breve verrà chiuso. Non scriverò più articoli.

Ripeto: sono un pessimo comunicatore e i rischi di offendere, preso dalla foga, non li voglio più ripetere.

Grazie infinite della tua pazienza e del tuo amore in Cristo,

Roberto Aita

Il Signore mi ha dato un marito vulcanico. C’è un proverbio che dice “ una ne fa e cento ne pensa” ed è proprio così. Roberto ha una mente super veloce, super attiva.

Credo che sia un dono che il Signore gli ha dato. Ha un carattere sanguigno e impetuoso e quello che pensa lo dice.

Non sempre dicendo delle cose che a noi sembrano giuste si ottengono i risultati che noi pensiamo, o  invogliamo le persone a riflettere. Perché l’Amore del Signore deve essere sempre al di sopra di quello che noi pensiamo. Abbiamo ricevuto misericordia, dobbiamo essere misericordiosi sempre. Dio è paziente con noi; allo stesso modo Lui ci chiede di averne con i nostri fratelli, sempre.

Ho sentito e me ne dispiace tantissimo di alcuni commenti all’ultimo articolo del blog. Roberto si è lasciato prendere la mano usando un termine sbagliato. L’articolo in sé è buono, ma l’aggettivo usato “babbeo” no! Assolutamente no. Nell’impeto dello scrivere, è andato oltre il tollerabile; capisco anche la delusione che hanno avuto alcuni leggendo.

Per tutto questo, come moglie, sento e ho il dovere di chiedere perdono a tutte le persone che si sono sentite offese dal suo scritto. Chiedo ad ognuno di voi di sostenerci con la preghiera e di starci vicino. Io e Roberto abbiamo sempre bisogno di voi e del vostro amore.

Loira

 

 

 

I credenti babbei

Ci sono ancora simpatici (sic!) credenti babbei che credono che Abramo sia partito verso la Terra Promessa con la moglie Sara e due capre spelacchiate? Sarà anche “romantico” ma non è vero! Abramo partì con RISORSE ECONOMICHE IMPORTANTI, secondo la Parola di Dio.

Ci sono sempre simpatici babbei (sic!) che credono che i tre magi, viaggiassero sul dorso di spelacchiati cammelli, soli per migliaia di Km? Sempre “romantico” ma non è vero. Tre re, con corte al seguito (tanto da essere ricevuti da Erode) e RISORSE IMPORTANTI (anche da offrire alla famiglia di Gesù: oro, incenso e mirra!).

I simpatici, ma infruttuosi, babbei di oggi “romantici” sono quei credenti (io ne incontro molti purtroppo) che fanno i  “babbei” nei confronti di chi evangelizza (come me) ma non lo sono affatto (per loro fortuna!) nella loro attività. Per loro, nei loro interessi come è importante il risultato, come è importante il profitto. Invece nei miei confronti, sanno bene fare i “babbei” e spesso pregano così: “Signore, mantieni umile Roberto, che a mantenerlo povero ci penso io!”.

La domanda vera è:  la spiritualità cristiana deve essere gratis? 

E’ un argomento bello (per i Gerpartner che l’hanno capito) e spinoso (per tutti gli altri). A tanti “credenti babbei”  l’accostamento tra soldi spiritualità appare di cattivo gusto, quando non blasfemo. Eppure, ce ne siamo mai chiesti il perché?

Credo che alla base di questa tradizione umana ( credenza)  ci sia la “menzogna” che la spiritualità  viene associata con l’immaterialità,  mentre il denaro rappresenta l’estremizzazione della materialitàMateria contro spiritoVisibile contro invisibile

La classica concezione duale delle cose. Ma la Bibbia dice così?  E’ veramente  solo materiale il denaro? Apparentemente sì: coi soldi si acquistano oggetti, macchine, case, beni di consumo e di lussoMa da un altro notramite il denaro mantieni la famiglia, paghi le tasse, scuoleuniversità, ecc. E’ materia di scambio per dei servizi.

Allora sarebbe più corretto definire il denaro come un mezzo e non come un fine: “L’amore del denaro è radice di ogni specie di mali” (1Tim 6,10)  Qualcuno ha detto: il denaro è un ottimo servo, ma è un pessimo padrone!

Nell’ antichità esisteva il baratto. Se il contadino voleva imparare a suonare il pianoforte, poteva pagare l’insegnante di piano con la frutta e la verdura che coltivava. Cose venivano “cambiate” con altre cose.  Rappresentavano la conversione dell’energia e del tempo dedicato ad una determinata attività in un tipo di energia condivisa con altri.

Per Dio non esiste separazione tra benessere economico e spiritualità, le due cose possono coesistere. Non trovate strano nella nostra società diamo ad un allenatore di football cinque milioni di dollari a stagione o ad un attore dieci milioni per un film, però siamo convinti che chiunque abbia a che fare con la spiritualità debba vivere povero. Ora, provate a immaginare un mondo in cui il denaro viene dato a tutti quelli che ci dispensano i doni più grandi: insegnantiartistiinfermieriscrittori, alle madri, alle persone che ci tengono uniti“. (Neale- Conversazioni con Dio)

Parole che fanno riflettere  (non i babbei impenitenti).  Da evangelizzatore  ho notato più volte come le persone pagano senza problemi il biglietto di un concerto, ma storcono il naso per pagare (molto meno,tra l’altro!) l’ iscrizione a un Corso biblico.

Curioso, no? Si paga senza battere ciglio al supermercato e dal benzinaio, si spende per cellulari, abbonamenti in palestra, slot machine gratta e vinci, ma di fronte al denaro per sostenere GerMission scatta l’indignazione. Perché? 

Per quale ragione si reputa “normale” pagare per qualsiasi cosa, mentre per un’arte che fa vibrare l’Anima come la musica o per la spiritualità che ci permette di evolvere si fa fatica a tirar fuori il portafogli?

Perché c’è chi paga persino le sigarette, a dispetto delle scritte che, a caratteri cubitali, mettono in guardia riguardo le malattie che provocano, mentre per qualcosa che eleva lo spirito (con ricadute positive nella vita pratica) si pretende la gratuità? 

Una curiosa affermazione: tanto è gratis!

Il criterio che ci muove ad imparare non può essere quello del “tanto è gratis”.  Infatti, spesso in altri settori della vita si sostiene l’esatto contrario, del tipo: Più spendi, meno spendi oppure: Costa, quindi vale!

I credenti (babbei) invece amano le cose gratis + inutile = tempo sprecato. 

A volte (super babbei)  anche peggio:  Gratis + dannoso = danno assicurato.

Il denaro è “sporco”?

No: è neutro! Come già visto, non è il denaro in sè buono o cattivo, siamo noi che da come lo usiamo lo rendiamo positivo o negativo.  In un articolo intitolato “L’uso spirituale del denaro”, Andrea Zurlini afferma: “Non si  può risolvere il problema del denaro eliminando il denaro, perché la negatività non risiede in dei pezzi di carta o delle monete (che sono neutri) ma nella debolezza dell’ego umano e delle forze negative di cui esso diviene schiavo. Semmai ci fosse un problema, è nella mente dell’uomo, che si rende preda di certe Forze Involutive, che egli grazie all’ evoluzione e il lavoro su di sé, deve imparare a domare e trasformare in luce”. 

E’ neutro! Coi soldi ci puoi comprare un’arma per fare del male oppure un medicinale per guarire. Il denaro è un mezzo e come tale, non è né “buono” né “cattivo”, né “pulito” né “sporco“.

Finché i “credenti babbei” penseranno che sia “sporco”, difficilmente avranno un rapporto libero con esso. Versare soldi per un corso spirituale, ai “babbei” apparirà un controsenso: come si può chiedere denaro (una cosa “sporca“) per qualcosa di puro? Chiaramente questo è RISERVATO solo a GerMission!  Non per le vacanze, le medicine, gli svaghi, gli abiti e tutto il resto: per tutte le altre cose il denaro ci vuole!

Quindi, prima di affermare che la spiritualità biblica deve essere gratis, proviamo a riflettere su cosa muove questa nostra credenza. Proviamo ad osservare quanto potere stiamo dando all’argomento “denaro” e quanto esso sia capace di manipolare i nostri pensieri. Così creiamo la nostra povertà spirituale (e non solo). Volendo le cose spirituali gratis, anche se indirettamente, stiamo dicendo a Dio di essere poveri.  Eppure la Scrittura  ci insegna proprio così. Invece credenti, a volte facoltosi,  esigono gratuità (o quasi, magari “generosamente” danno le briciole) nelle cose di Dio. Ma la Scrittura insegna che:

Chi viene istruito nella Parola, faccia parte di quanto possiede a chi lo istruisce. Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato”  (Gal 6,6-7)

Se per un corso, una lezione biblica o la partecipazione a un incontro (in cui studi, energie e costi vengono impiegati per dare questo servizio), perché i “credenti babbei” non danno o danno malvolentieri ?  Occorre un cambiamento. Onesto, vero e basato sulla Bibbia. C’è un principio biblico molto semplice nelle relazioni che ci può aiutare a comprendere meglio la relazione tra denaro e spiritualità: se daiti sarà dato.  Altrimenti sarà il contrario.

Roberto Aita