Incombe il marchio dell’Apocalisse?

Abbiamo appena concluso, domenica scorsa, un apprezzatissimo Corso sull’interazione tra la spiritualità e la medicina. Il prof. Zora ha concluso il suo intervento con questo monito: “Nessuno tocchi il DNA”. Il DNA come tutti sappiamo, contiene tutte le informazioni genetiche che determinano la nostra persona, nella propria unicità. Il patrimonio genetico è l’insieme dei geni presente nel corredo cromosomico completo di una cellula. Le cellule umane contengono 23 coppie di cromosomi, ognuno dei quali contiene migliaia e migliaia di geni che contengono le istruzioni per la formazione e lo sviluppo di un organismo.

La  manipolazione genetica attraverso l’ingegneria genetica e la biotecnologia tende a modificare il patrimonio genetico di un organismo per ragioni di utilità tecnica, scientifica e clinica.

La scienza stessa invita alla cautela nell’utilizzo di queste tecniche, da un lato perché non si è ancora in grado di prevederne le conseguenze, dall’altro perché i problemi etici che sorgono sono di non poco conto. Già la possibilità di conoscere il patrimonio genetico di un essere umano solleva una questione morale. Se è vero, infatti, che queste informazioni potrebbero favorire un individuo, per esempio nella prevenzione di una malattia,è altrettanto vero che potrebbero danneggiarlo se fossero usate, per esempio, o da un datore di lavoro nel decidere di un’assunzione, o da un assicuratore nel definire il valore di una polizza.

Inoltre intervenire sul DNA e modificarlo per selezionare le caratteristiche che rendono una specie più desiderabile o “migliore”, può portare a un impoverimento della diversità: una volta selezionata la specie di pomodori più conveniente rispetto alla resistenza ai parassiti e alla resa economica, si tenderà a produrre solo quella. Per non parlare della tentazione, che più volte si è affacciata nella storia, di selezionare individui umani “perfetti”.

I test di identità genetica, utilizzati, ad esempio, per l’attribuzione di paternità o nelle indagini di polizia; la diagnosi genetica prematrimoniale e preconfezionale, che serve, nel caso di malattie ereditarie, a stabilire eventuali rischi legati alla procreazione; diagnosi prenatali, cioè tutte le tecniche usate per verificare lo stato di salute del feto. Se riflettiamo ci rendiamo conto che la liceità di tutte queste tecniche dipende solo dallo scopo per il quale sono utilizzate. Nel caso delle diagnosi prenatali, per esempio, i problemi morali sono relativi non alla possibilità di sapere se un feto è sano, ma alla legittimità di usare questa conoscenza per decidere di sopprimere un feto non perfettamente normale o malato.

Per finalità terapeutiche,  per produrre ormoni come l’insulina e l’interferone, utili nella cura di varie malattie, fra le quali il diabete, è sicuramente positivo. I problemi sorgono quando si utilizzano cellule staminali che provengono da embrioni umani: se riconosciamo che l’embrione è un essere umano fin dal concepimento non possiamo accettare che si causi la morte di un essere umano (l’embrione) per salvarne un altro. Per finalità migliorative: si tratta di manipolazioni del patrimonio genetico non per fini diagnostici o curativi ma di miglioramento dell’umanità o di una particolare popolazione umana. L’eugenetica è una tentazione pericolosa che nasconde una volontà di dominio sulla base della discriminazione razziale. A coloro che difendono la bontà di un miglioramento genetico non può non essere ricordata l’aberrazione della Shoà avvenuta ai danni della popolazione ebraica durante la Seconda guerra mondiale.

Qual’ è la posizione del Cristianesimo nei confronti della manipolazione genetica?

La posizione delle chiese cristiane è tutt’altro che uniforme. Le Chiese protestanti hanno un atteggiamento di maggior apertura nei confronti delle biotecnologie. Il loro utilizzo è consentito a patto che non sia messa in pericolo la vita degli uomini. La Chiesa ortodossa condanna le biotecnologie perché interferiscono con l’opera creatrice di Dio.

La Chiesa cattolica rivendica il primato dell’azione creatrice di Dio e afferma la sacralità della vita umana “L’uomo è chiamato a una pienezza di vita che va ben oltre le dimensioni della sua esistenza terrena, poiché consiste nella partecipazione alla vita stessa di Dio” (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, 2). Sulla base di questi principi la Chiesa oppone un chiaro rifiuto a tutte quelle tecniche che non solo offendono la dignità dell’uomo, ma che celano anche la presunzione di sostituirsi a Dio, modificando ciò che in realtà rivela il progetto divino.

In ogni caso, da qualunque punto di vista si esamine la questione, il tema non può non suscitare i seguenti dilemmi:

“È preferibile migliorare subito la vita attraverso le manipolazioni genetiche” oppure: ” Non ha senso mettere in atto subito ciò che si è ottenuto attraverso le manipolazioni genetiche, senza conoscerne le conseguenze”?  

“Ha senso migliorare la razza umana per renderla più resistente alle malattie e all’invecchiamento” oppure: “Non si può cambiare la struttura biologica della vita umana”

 “La scienza è finalmente in grado di creare l’eterna giovinezza” oppure: ” La scienza costruisce insieme a nuove possibilità, sogni aberranti”

La manipolazione genetica può essere parte del marchio della Bestia citato nell’Apocalisse?

Il Marchio della Bestia viene menzionato nel libro dell’ Apocalisse. “Tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei” (13:16-17, 14:9-11 16:2 , 19:20 e 20:4).  Il marchio è in correlazione con l’Anticristo, che cataloga e conferma, ognuno che lo possiede, l’appartenenza al sistema dell’Anticristo.

2000 anni fa era impensabile uno strumento in grado di controllare e identificare tutte le persone del mondo. Ma oggi con le attuali tecnologie a disposizioni dell’uomo, è sempre più possibile. Si è iniziato con il codice a barre (nel 1966) a uso commerciale; un segno grafico formato da varie linee verticali di diversa larghezza separati da spazi e vi sono codificati tutti i dati che servono per il riconoscimento del prodotto stesso. La legge sulla Privacy è una medaglia a due facce: da un lato dovrebbe garantire l’anonimato, e dall’altro lato da il diritto sui dati altrui, fornisce cioè  un mezzo per poter meglio controllare le persone.

Carte di credito, tessere sanitarie, carte commerciali, navigatori satellitari,ecc… che rivelano e tracciano le peculiarità economiche, sociali e commerciali delle persone. La carta d’identità,il passaporto e il denaro contante spariranno; il riconoscimento biometrico (mappe della retina, scansione della mano, impronte digitali, riconoscimento vocale elettronico, fotografie digitalizzate, DNA, calore corporeo ecc.) degli individui. Viene già usato in migliaia di luoghi (aeroporti, banche, ospedali, ecc) l’ automatic fingerprint (lettori automatici di impronte digitali) Il cellmark diagnostic (legge e riconosce i geni); in Inghilterra esiste già un sistema di schedatura del DNA. Il face recognition system (strumenti che convertono un volto in una sequenza di bit, che viene poi memorizzata all’interno di computer).

Il microchip sottocutaneo alimentato dall’energia corporea, più piccolo di un chicco di riso è già stato realizzato e testato per l’ obbligo di vaccinazione, farmaci e/o prodotto particolare, per il controllo biologico della persona

 “La nuova scienza genetica suscita molti più interrogativi preoccupanti di qualsiasi altra rivoluzione tecnologica della storia.  Riprogrammando il codice genetico della vita, non rischiamo un’interruzione fatale di milioni di anni di sviluppo evolutivo? La creazione, la fabbricazione in serie e la liberazione di migliaia di forme di vita modificate, porteranno a causare un danno irreversibile alla biosfera, facendo dell’inquinamento genetico una minaccia ancora maggiore per il pianeta dell’inquinamento nucleare o petrolchimico? “(Jeremy Rifkin: The Biotech Century)

 Come credenti come ci si pone di fronte a questi eventi, propinati sempre per il nostro bene e per la nostra sicurezza? Pace e sicurezza. E’ il motto dell’Onu e dei politici attuali:

“Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii”  (1Tess 5,3)

Tu cosa ne pensi?

Puoi scrivere qui sotto il tuo personale commento.

Roberto Aita

Un pensiero su “Incombe il marchio dell’Apocalisse?

  1. Mi permetto di segnalare anche le criptovalute come Bitcoin, Litecoin ecc..si stiano affermando sostituendo il contante.
    In una settimana il totale capitalizzazione del mondo criptovalute è salito a 27 miliardi. Due in piu’ di fine mese di marzo. la liquidita’ continua ad arrivare copiosa da tutto il mondo…
    Sembra che da questo fine settimana a Tokyo (Giappone) i grandi molti magazzini accetteranno il pagamento in Bitcoin come normale valuta, grazie anche a una nuova legge che equipara questa criptovaluta allo Yen.
    Sta per finire velocemente l’era del denaro contante.
    Un saluto a tutti, Silvano

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