Caro Leo

Caro Leo,

rinnovandoti (ripeto: rinnovandoti) di cuore l’amicizia che ci lega da anni e nel tentativo (ripeto: tentativo) di darti una “scossa positiva”  (ripeto: positiva)  non solo al contenuto profondo della tua mail, ma alla tua vita intera, mi permetto, data la confidenza tra noi di scriverti la mia risposta.

Hai già ricevuto diversi commenti postati sul blog alla tua mail.  E’ stata apprezzata per i contenuti sinceri e “alti”. Hai suscitato un significativo interesse e ognuno da parte sua, con il proprio commento,ha voluto o cercato di aiutarti. Nessuno ha la Risposta, ma ci hanno provato 🙂

Pensieri e sentimenti nobili di chi cerca il volto di Dio.

Ma Leo, tu lo sai, abbiamo concordato di postare la tua mail “tagliata”. Tagliata. Perchè? Semplice: perchè avevi dato una risposta personale  a una mia mail a te di qualche giorno prima (copio testualmente la parte tagliata da Bob a Leo ):

Bob a Leo:  Hai detto di non volerti “impegnare” in nessuna realtà per rimanere libero. Concordo. Ma, come sai, non siamo un “gruppo” o “comunità” classica, per cui la tua libertà di “collaborare” a Germission, come lo è per tutti coloro che già collaborano, non viene minimamente intaccata. Aderendo infatti alle 4D dei GerPartner (distacco, da sè, distacco dagli altri, decima e discepolato)prima di essere un Impegno verso GerMission, è un Impegno verso il Signore, Impegno personale. Cosa ti trattiene dall’aderire?

Tu Leo, mi hai risposto con la mail che abbiamo concordato di postare  sul blog, tolta la parte “epurata” questa tua risposta alla mia domanda di cui sopra (cito testualmente):

Leo a Bob:  La ragione fondamentale per cui non aderisco in pieno a Ger è proprio questa: non ho avuto la gioia di un incontro personale e vivificante con Gesù, quindi non sono un testimone credibile. Io non aderirei per fiducia in una persona che non ho incontrato, ma per Bob Aita, che ha fatto di queste quattro D il suo stile di vita.

 Leo,  questo è il punto vero !

Qui Leo, perdonami,  esprimo “un aspetto poco piacevole del mio carattere” come hai scritto tu. Necessariamente poco piacevole per te. Nella mia risposta a te, non c’è risentimento, ironia o sarcarsmo, c’è l’estremo (ripeto: estremo) tentativo di avvicinarti a Dio in modo radicale e concreto. E’ il tentativo (ripeto: tentativo) di farti uscire da questa “evanescenza” spirituale e umana che ti avvolge. Ti chiedo scusa, ma che amici siamo se non posso esprimermi con confidenza e franchezza nei tuoi confronti?

La verità acclarata è che il tuo problema è il rapporto col denaro. Delle 4 D non ti disturbano la docilità, il distacco o il discepolato, ma quello che ti disturba profondamente è la decima.

Non preoccuparti, non sei il solo. Fai parte della maggioranza: sei in buona compagnia. Ogni 100 persone che incontro e che mi esprimono come te negli anni “amicizia, stima e affetto” solo una è disposta a offrire al Signore la decima (1 su 100 è sempre meglio di “uno su mille ce la fa” 🙂 Le alte “vette spirituali” di cui scrivi, si infrangono al cospetto della decima. Qui è il tasto dolente, amico mio. E lo sai. Il tuo problema è il denaro.

Leo carissimo, perdonami se nella mia franchezza appaio “spiacevole”. So che quando parlo come Dio parla attraverso le Scritture, sono più urticante di un paio di mutande di cartavetrata ! Mi pare che anche Gesù fosse così “spiacevole” da essere messo in croce ben prima del Calvario: la verità che rende liberi, quando viene rifiutata deve essere “annacquata” nel politicamente corretto. Non tu Leo, ma sono molti i credenti, aderenti ai vari circoli cristiani, che pensano in fondo che “Gesù sia morto per un colpo di freddo”!

La verità del vangelo è rivoluzionaria e i credenti (o coloro che lo cercano come te) preferiscono dormire, trastullandosi con le fantasie spirituali o pseudo masturbazioni mentali.  Un vescovo indiano diceva: quando Gesù passava nei villaggi, accadeva una rivoluzione con guarigioni, conflitti e persecuzioni. Quando passo io mi offrono una tazza di thè”.

Lo sai Leo, ci conosciamo da anni. Tutte le volte che abbiamo preso insieme una birra al bar, la tua stessa mano che prontamente afferrava il boccale, è sempre stata poi come “paralizzata” nell’aprire il portafogli. Ti ho sempre offerto io la birra con gioia e continuerò a farlo. Perchè io sono ricco. Lo so. Sono ricco nel donare, sono ricco nel ricevere. il Signore mi ha dato molto e io ho dato molto a Lui. Lui è impareggiabile, ma io provo a eguagliarlo. Cerco l’eccellenza (non il cardinale di turno, che non sempre eccelle nel bene) ma il meglio con Dio.

Leo, non rattristarti per le mie parole. Sei parte della maggioranza e nei paesi democratici come il nostro, la maggioranza vince. Nel mondo vince la maggioranza, nel Regno di Dio vince la minoranza, perchè sono pochi quelli che entrano per la “via stretta”. E’ più comoda la via larga, anche se conduce in tutt’altra direzione.

a.s.a. : un nuovo conio.  Il denaro: un problema per molti, anche molti credenti (sic). Mi permetto di dirti che comunque hai coniato una nuova moneta: “amicizia, stima e affetto”. Un nuovo conio: a.s.a. Altro che le criptomonete e bitcoin!

Leo, come scritto sopra, per un credente che riesce a colmare la distanza che separa il cuore (parte nobile) dal portafoglio (vil denaro), ve ne sono 99 che non ce la fanno proprio. E’ una cosa più forte di loro e devono arrangiarsi a “giustificare” in mille modi diversi questa “incongruenza”: vogliono dare tutta la loro vita a Dio e conoscerlo, ma non vogliono che Dio metta il Suo naso nel loro portafoglio. Parlano di “alte vette spirituali” ma poi cascano sul “vil denaro” da cui fanno una fatica improba a condividere. Hanno imparato a tenere le cose distinte: offrono “stima, amicizia e affetto”, mai il denaro. Stima, amicizia e affetto probabilmente costano meno, mio Leo.

Io ringrazio ogni giorno quel 1% che prega, crede e dona alla Mission. Li ringrazio anche di persona, perchè pregano, credono e donano a GerMission. Ma che dire dei 99 credenti su 100 che incontro e offrono alla Mission le “briciole” e a volte neppure quelle?   Si credono molto generosi nei confronti della Mission offrendomi il nuovo conio: “stima, amicizia e affetto” (a.s.a.)?

Ma ti confesso alcune cose Leo:      

 Ogni volta che ho provato a pagare il pieno di gasolio per l’auto con questo nuovo conio (a.s.a) non l’hanno mai accettato: il gestore di ogni distributore mi ha sempre chiesto il “vil denaro”. Strano.

 Ogni volta che abbiamo affrontato spese per i viaggi, gli spostamenti, le sale, le chiese, gli strumenti, i media per l’evangelizzazione, non ho mai potuto pagare col nuovo conio (a.s.a). Mai.

Ogni volta che nel corso degli anni, che ho fatto la spesa, ogni volta che ho pagato le tasse universitarie dei miei figli, ogni volta che ho pagato le bollette, ogni volta che ho dovuto cambiare l’auto, non so perchè ma mai nessuno ha accettato di essere pagato con “stima, amicizia e affetto”. Mai. Strano.

Leo, anche quando sei stato invitato a cena a casa nostra, non so il perchè, ma nessuno mai ha accettato il mio pagamento dei vini e dei cibi per i graditissimi ospiti, tu compreso, pagando con “stima, amicizia e affetto”. Mai. Ho sempre dovuto pagare col “vil denaro”. Strano. Molto strano, non trovi?

Tu Leo sei un dipendente. Pensa se il tuo datore di lavoro il 27 di ogni mese ti dicesse: Leo, ti ammiro molto e apprezzo tantissimo il tuo lavoro. Non ti pago col “vil denaro”, ma ti ricompenso con “stima, amicizia e affetto”. Certamente saresti felice. Ah, che gioia! Usciresti felice con le tasche piene di a.s.a e ancor più felice di non avere un euro! Come goderesti! Del resto tu non  lavori per il “vil denaro” ma per i “nobili sentimenti” e le “elevate ricerche di Dio” e con quelli ti manteni dignitosamente!

Leo sei vicino alla cinquantina e dovresti aver capito che la vita costa. Una donna costa. Se la inviti a cena, costa. Se le compri un mazzo di fiori, costa. Se le regali un anello, costa. Se poi la sposi, costa. Se hai dei figli, costano. Ma tu no. Tu paghi con “stima, amicizia e affetto” e forse, dico forse, è uno dei motivi per cui una donna non ce l’hai.

 

Sono sgradevole e spiacevole nel dirti queste cose. Lo so. Ma se non te le dico io queste cose, data la confidenza che ci lega da anni, chi te le può dire?

Anche S Paolo era ricompensato da molti credenti solo con “stima, amicizia e affetto”.  Lo scrive ai Corinti (1Cor 9,9; 1Tim 5,18) con toni piuttosto forti (anche lui aveva aspetti poco piacevoli del suo carattere, tanto da scrivere ai Galati che era meglio evirarsi Gal 5,12). Ma anche lui aveva dei credenti che offrivano denari per sostenere la sua missione ( Fil 4,14-17). Anche Gesù e i suoi erano sostenuti nella missione coi denari (Lc 8) Altro che gli a.s.a che usi tu….

Un Signore che non è capace di guarire la tua mano paralizzata nel donare, come farà a toccare il tuo cuore che è ben più importante ?

Ripeto: sei parte della maggioranza. Consolati. Secondo molti, la distanza che separa la parte nobile del cuore dalla parte vile del portafoglio, và conservata. Per questo molti credenti che paiono così “mistici e spirituali” sono poi incapaci a condividere i loro beni, Mi chiedo solo se questo renda più ricchi o il contrario. Stando al Vangelo se non si colma questa distanza, si è poveri.

Gesù dice: “Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio” (Lc 20,25) ma la maggioranza preferisce avere la coscienza a posto solo con Cesare (tasse, tributi, doveri,ecc…) . Del dare la propria parte a Dio (offerte, decima, generosità, ecc…) non gliene frega proprio nulla (sic!)

Leo, ti invito al solito bar quando ci incontreremo. Spero di non averti offeso. Non credo, perchè sai che ho aspetti poco piacevoli del mio carattere….ma almeno un carattere ce l’ho. Potresti essere l’incarnazione del proverbio: Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io (scherzoooooo 🙂

Non preoccuparti: la prossima volta, al solito bar, dopo la birra, alla cassa, sarà sempre la mia mano più sana della tua a pagare. Tenterò ancora a pagare con “stima, amicizia e affetto”, ma dopo uno sguardo inequivocabile del barista, temo che mi toccherà ancora pagare coi denari. Ma lo farò con gioia, perchè stare con te è la cosa più importante. Tutto il resto crepi! Anzi, crepi l’avarizia!

 Un abbraccio forte,

Bob

9 pensieri su “Caro Leo

  1. Ciao Roberto, mi associo con gioia e fermezza alla tua risposta all’amico Leo. Ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa alla mail di Leo, ed avevo ragione. Incontrare, amare e seguire Gesu’ non e’ facile. Lo sai bene tu e anch’io . Essere dono e donarsi senza riserve ed interessi agli altri con amore e x amore nel nome di Gesu’ e x Gesu’. Siamo ricchi pur essendo poveri e meravigliosamente appagati e felici al servizio del Signore.

    Un abbraccio t.v.b. Patrizia

  2. Ouch!!!
    🙂
    Ora so per cosa pregare

    Ancora una volta ti ringrazio per quello che mi hai insegnato sulla decima!

    I wish u a peaceful weekend!
    Sara

  3. Leo non lo conosco e non posso dire se è tirchio o no ma credo che si trovi ancora in quella zona che chiamerei di “attesa di chiamata” , una sorta di stato della fede in cui si crede nell’esistenza de Dio ma con meno ho bisogno di te meglio è visto che visivamente è difficile da vedere. Un certo credo ma lasciatemi stare che sto bene così. Ci sono passato anch’io e ti assicuro Leo che se Gesù ti ha scelto prima o poi vuole vederti all’opera. Il conto arriva non preoccuparti. Riflettiamo tutti invece sui dubbi di fede che ha Leo. La fede è difficile da guadagnarsi tanto che Gesù dice che addirittura è un dono di Dio. Chi di noi, e dico tutti nessuno escluso ha dovuto forgiare la propria fede a suon di momenti difficili in attesa di una risposta? Anche Tommaso e addirittura Pietro su cui Gesù ha fondato la sua chiesa ha dovuto combattere interiormente con la fede. E allora coraggio Leo che la strada è lunga e nessuno si consideri santo subito ancora da vivo.

  4. Quello che hai scritto sarà per Leo occasione di una lunga riflessione ? Non avrei mai pensato che
    tutto quello che lui ha scritto fosse solo una questione di “decime” oppure era anche un senso di
    invidia nei tuoi confronti perchè tu hai la possibilità di sentire veramente Gesù mentre lui …NO…?

    Sei stato veramente DURO nei suoi confronti speriamo che possa capire e modificarsi!!!!!!

    Come amico lo perderai secondo il tuo giudizio o come Gesù faceva lo potrai ricuperare?

    Se ci tieni molto te lo auguro con tutto il cuore

    Ferny

  5. Chissà quante volte, Roberto, nella tua attività missionaria che svolgi con così tanta dedizione e impegno da anni, ti sarà accaduto di essere ricompensato (quando ti è andata bene, perchè molti ti avranno ricambiato con aperta diffidenza e ostilità) con amicizia, stima e affetto o a.s.a. come scrivi tu.

    Dici bene: probabilmente costa meno riconoscere l’opera dell’uomo di Dio con gli a.s.a. che sostenendolo concretamente nel portare avanti la missione.

    Il Signore ti ricompensi e ti benedica con la tua famiglia,

    Giovanna

  6. Anch’io tenterò di pagare il medico, visita privata, a cui mi devo rivolgere dopodomani col nuovissimo conio di Leo.

    E’ anch’io credo che non si accontenterà di essere pagato con Amicizia, Stima e Affetto. Beh, vorrà dire che estrarrò il denaro da lui richiesto per la parcella e pagherò.

    Però la birra, Bob, te la voglio offrire io. Chissà quando, visto che abitiamo a 1500 Km di distanza….

    Speriamo in ogni caso di rincontrarci,

    Antonio

  7. Roberto sei impareggiabile,
    condivido pienamente.
    L’avarizia offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia,
    investe ogni aspetto dell’anima, distrugge ogni fondamentale ragione di vita spirituale.
    Mi dispiace per l’avaro il verbo ” DARE ” gli è tanto in odio, non vede che il possesso come fine supremo.

    Grazie, Grazie infinite, siamo ricchi e felici al servizio del Signore.
    Renata

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