Per vedere più lontano

La storia è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti, documenti, testimonianze e racconti che possano trasmettere il sapere. “Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere delle età passata, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza” (Cicerone). Come non possiamo vedere il domani senza l’oggi, così non possiamo vivere l’oggi senza ieri. “Se ho visto più lontano è perchè sono salito sulle spalle dei giganti” , frase attribuita a Newton, illustra bene il concetto di ciò che chiamiamo progresso in ogni campo della vita, anche quello spirituale. Se oggi, nel 2017, parliamo di fede, Bibbia, Spirito Santo, profezie, ecc… è proprio perchè nel passato persone hanno lottato e sofferto affinchè questi tesori arrivassero fino a noi. Persone ed eventi del passato sono importanti per ciò che noi viviamo oggi. Vediamo alcuni eventi di cui quest’anno si celebrano le ricorrenze.

500esimo della Riforma protestante.  Martin Lutero (1517-2017) «ci offre l’opportunità di compiere un ulteriore passo in avanti, guardando al passato senza rancori» per «riproporre agli uomini e donne del nostro tempo la novità radicale di Gesù, la misericordia senza limiti di Dio: proprio ciò che i Riformatori ai loro tempi volevano stimolare». Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza ad una delegazione della Chiesa evangelica tedesca citando quanto affermato da Benedetto XVI ad Erfurt nel 2011 (la «questione su Dio» era «la passione profonda, la molla della vita e dell’intero cammino» di Lutero) e sottolineando che «il fatto che la loro chiamata al rinnovamento abbia suscitato sviluppi che hanno portato a divisioni tra i cristiani, è stato certamente tragico» e cinquecento anni fa le lotte tra fratelli e sorelle nella fede furono «fomentate da interessi politici e di potere», mentre oggi «rendiamo grazie a Dio perché finalmente, “deposto tutto ciò che è di peso” – ha detto Jorge Mario Bergoglio citando San Paolo – «fraternamente “corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù”».

100esimo delle apparizioni a Fatima. Le apparizioni della Vergine avvennero fra il 13 maggio e il 13 ottobre del 1917 a tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto e la loro cugina Lucia dos Santos. Si è presentata ai tre fanciulli nella piana, dove pascolavano il gregge, la Cova di Ria, e dialogando con loro amabilmente, invitandoli insistentemente alla preghiera. L’intimità con Dio trasforma la vita in sacrificio per i fratelli, specialmente quelli su cui ricade lo sguardo misericordioso di Dio, per la conversione dei peccatori. Avvenne durante la prima guerra mondiale e annunciò i pericoli incombenti sull’umanità intera. Ma il messaggio di Fatima lasciatoci dalla Madonna non ha nulla di catastrofico. Dice anzi come la speranza deve guidare i nostri passi verso la vita, certo seguendo fedelmente gli insegnamenti che il Signore ci ha lasciato attraverso il Figlio suo Gesù Cristo, che è stato inviato per la nostra salvezza.

50esimo del Rinnovamento Carismatico cattolico. Nasce nel 1967 negli Stati Uniti durante un ritiro spirituale  di alcuni studenti dell’Università Duquesne a Pittsburgh in Pennsylvania. L’influenza del pentecostalismo evangelico, che a sua volta all’inizio del 20mo secolo  scosse il protestantesimo, fu evidente nella nascita del movimento che infatti agli inizi venen definito “pentecostalismo cattolico”.  Il nuovo movimento così si inserì nel più generale movimento carismatico   che aveva già interessato le Chiese protestanti. Il Rinnovamento carismatico cattolico più che un’unica entità va considerato come un coordinamento internazionale di realtà diversificate, ma che sono accomunate dalla riscoperta del ruolo della terza Persona della Trinità, lo Spirito Santo. La caratteristica comune del Rinnovamento carismatico cattolico è il battesimo nello Spirito Santo, che consiste nell’esperienza dell’accettazione consapevole dello Spirito Santo con i suoi doni carismatici. “Rendo grazie a Dio con voi per questi 50 anni di azione sovrana dello Spirito Santo”, “che ha dato vita alla corrente di grazia che è il Rinnovamento carismatico cattolico.

Oggi ?  Quando si celebrano le ricorrenze si commemorano persone ed eventi del passato. Qualcuno ha detto: Le ricorrenze ricordano un passato che non c’è più. Personalmente condivido. “Si sale sulle spalle dei giganti (passato) per vedere più lontano”. Quel passato ci ha portato all’oggi. Ma….cosa oggi il Signore vuole da noi? Qual’è il prossimo step? Non possiamo guidare l’auto guardando sempre lo specchietto retrovisore perchè andiamo a…. sbattere! Ma guidiamo l’auto gettando un’ occhiata attenta a ciò che sta dietro, ma concentrandoci soprattutto su ciò che ci sta davanti! Questo mi intriga molto e mi fa ricordare le parole di S.Paolo: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta (Fil 3,13-14)

Roberto Aita

 

Il tesoro più prezioso

Il Tesoro più prezioso …
Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva».Gesù andò con lui….Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».
(Mc 5,22-35)

E’ mai capitato anche a te qualcosa di simile? Qualcosa che segue questi passi:

1- Hai un grave problema 2-  Fai la cosa più giusta: chiedi aiuto a Gesù. 3- Lui viene con te per affrontare il problema 4- Lungo la via vieni informato che il problema è drammaticamente evoluto in peggio. “Perchè disturbi ancora il Maestro?. Sei di fronte a un bivio, che fare?

 L’episodio di cui sopra ribadisce il fatto che ci sono due modi opposti di vedere le cose:

–  il modo umano, limitato dai nostri sensi naturali,

– il modo divino, illimitato attraverso la fede

Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti. Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? (1Cor 1,19-20)

Se chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai  e troverai la scienza di Dio. Il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno. (Prov 2-3)

Un Cercatore d’ Oro si sacrifica, offrendo le sue fatiche  e il suo tempo per trovare quel filone d’oro che potrebbe cambiare la sua vita. Così anche per noi, dovremmo cercare la Sua Sapienza offrendo le nostre fatiche e il nostro tempo per cambiare in meglio le nostre vite.

E’ come andare “Al di là del velo”. Quel velo umano che ci impedisce di vedere le cose in modo divino e ci imprigiona nel nostro umano. E’ andare oltre. Al di là del velo è un processo di rivelazione, svelare le cose reali di Dio.

A volte le cose accadono così. Casualmente (ma esiste il caso?) mi è capitato tra le mani un mio vecchio lavoro grafico. Un fumetto che avevo disegnato  nel 1987 non avvalendomi, allora,  di nessun programma informatico.  L’avevo ideato, sceneggiato, matitato,  lavorato con l’inchiostro di china e la mezza china  e poi il lettering…un lavoro certosino!

Mi sentivo un po’ come un monaco benedettino  che a mano e con l’inchiostro scriveva  e decorava antichi manoscritti…  Essendo del 1987 è un lavoro antico:  scorso millennio! Ricordo che ci misi un sacco di tempo, ma come è mio solito, avevo disegnato e  scritto immerso nella spiritualità.

Gli diedi questo titolo : Al di là del velo. Al di là del velo perché credo che la vita  di molti proceda così: coperta da un velo. Un velo che cala sugli occhi dell’anima e  non permette di vivere una vita piena.

Ora unitamente ai testi : Vanità o Valore, Sei ciò che pensi, No alla sabbia Sì alle pepite anche il fumetto è parte di questo e-book “Il Cercatore d’Oro”, che  condivido con te per motivarti alla ricerca dell’Oro più prezioso.

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Per essere un Cercatore d’Oro e trovare le cose di Dio, è un impegno per cui vale la pena dedicare tempo ed energia.

Le nostre risorse meglio spese, sono quelle investite per attingere al Suo tesoro. Mentre il mondo investe per le cose effimere, noi possiamo investire per le cose realmente preziose.

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo (Mt 13,44)

Roberto Aita

Tutto è possibile a chi crede

Perdersi nell’Infinito

Perdersi nell'InfinitoMi sono ispirato a una parte di una poesia di Cesare Pavese ” Lavorare Stanca”, che qui di seguito vi propongo..
Ma oltre all’ispirazione ricevuta dalla poesia, le altre fonti di ispirazione sono arrivate dal mondo che mi circonda; molte volte osservo le persone, la nostra società, il nostro modo di vivere, comunicare, socializzare, gestire i rapporti umani e interpersonali, per questo ho pensato a un articolo dal titolo Perdersi nell’InfinitoContinua a leggere

Il riposo dell’anima

 

 

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;

su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni. (Sal 23)

 

E’ il mio Pastore. Si racconta che due uomini furono chiamati in un grande auditorium per recitare questo Salmo. Uno era un noto oratore e bravo nella recitazione. Egli declamò Il Salmo in un modo tanto efficace, che quando terminò la lettura, tutti lo applaudirono e gli chiesero persino un bis, per poter ascoltare ancora la sua meravigliosa performance.  Poi, l’altro uomo, che era molto più vecchio, ripeté le stesse parole, ma quando terminò, nessun rumore si sentì nell’auditorio. La gente era commossa e stava piangendo. Allora il primo uomo si alzò e disse: “Ho una confessione da fare: la differenza tra quello che voi avete appena udito dal mio vecchio amico e quello che avete udito da me è questa: io conosco il Salmo, mentre il mio amico conosce il Pastore”.

Mi fa riposare. È indubbio che ogni persona è alla ricerca di riposo, del riposo dell’anima. Fa riflettere il dato fornito ultimamente da alcune case farmaceutiche: gli ansiolitici e similari sono fra i farmaci a più largo consumo. L’ansietà, la depressione colpisce un individuo su tre e non risparmia neppure i ragazzi in età preadolescenziale. È di riposo, ciò di cui l’uomo ha oggi bisogno. Gesù è il solo che può darlo: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Tu sei con me.  Un’insegnante di una scuola elementare di periferia, che di frequente balzava sulle cronache dei giornali, causa l’alta percentuale di delinquenza minorile, trovava difficoltà a gestire la classe. Molti di questi ragazzi avevano i genitori in carcere o erano latitanti e ricercati dalla polizia. Un giorno la maestra chiese ai suoi alunni di disegnare qualcosa per loro importante. La maggior parte disegnò tavole imbandite di cibi e dolci. L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da uno di questi: una semplice mano disegnata in maniera infantile. “Ma la mano di chi e?” chiese la maestra. I ragazzi cercarono di dare una risposta: “Secondo me è la mano di un contadino che ci porta da mangiare” disse un bambino, di “un pugile” disse un altro; “la mano di un ladro” disse un ragazzo con lo sguardo da furbetto. L’insegnante si chinò sul banco del ragazzo che aveva fatto quel disegno e domandò di chi fosse la mano: “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino. “Tutti i giorni tu prendi la mia mano e mi accompagni all’uscita. Lo so che lo fai con tutti, ma per me vuole dire tanto, perché quando sento che la tua mano stringe forte la mia, mi sento protetto”. Allo stesso modo il Signore afferra la mano di chiunque pone in Lui la sua fiducia: “Ma pure, io resto sempre con te; tu mi hai preso per la mano destra” (Sal 73:23). il Vangelo termina con questa promessa di Gesù: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Mt 28:20).

Sotto gli occhi dei miei nemici.  Nei pascoli d’Israele crescono piante velenose che sono mortali per le pecore, se queste le ingeriscono. Ci sono anche delle piante con spine lunghe e dure che se penetrano nelle molli narici delle pecore, provocano forti dolori e serie ferite. Ogni primavera il pastore estirpa queste piante con una zappa e le ammucchia per bruciarle. Così i pascoli sono sicuri per le pecore. Affidiamoci al Signore, dipendiamo da Lui, come la pecora dipende dal suo pastore. Nella vita incontreremo tanti nemici che cercheranno di distruggerci. Molti hanno paura di non farcela a resistere, hanno paura del fallimento e della caduta. Se il Signore è il nostro Pastore, nulla ci mancherà: Egli ci darà la vittoria su ogni situazione, perché provvederà per noi: “Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano” (Is 40:11).

Cospargi di olio il mio capo.  Alla fine della giornata, le pecore sono stanche e sfinite, ma il pastore le aspetta sulla soglia dell’ovile e mentre entrano, le esamina attentamente. Se trova delle ferite, il pastore applica dell’olio per ammorbidirle e disinfettarle, cosi, anziché infettarsi, le ferite guariscono in fretta: “Le sue mani guariscono” (Giobbe 5:18). Quante volte ci siamo feriti o siamo stati feriti: abbiamo scoperto che il Buon Pastore è sempre pronto a versare sulle nostre ferite l’olio dello Spirito Santo che è il miglior lenitivo. Il pastore si preoccupa tutto il giorno per il gregge, ma al momento del rientro all’ovile egli controlla le pecore ad una ad una singolarmente. Quanto è grande l’amore che Dio ha per le Sue pecore: “Infatti così dice Dio, il Signore: Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre; le farò uscire dai popoli, le radunerò dai diversi paesi e le ricondurrò sul loro suolo; le pascerò sui monti d’Israele, lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese. Io le pascerò in buoni pascoli e i loro ovili saranno sugli alti monti d’Israele; esse riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d’Israele. Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare, dice Dio, il Signore. Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata” (Ez 34:11-16) “Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”. Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento” (Lc 15:4-7).

Loira Rizzi

Tutto è possibile a chi crede

I Still Havent Found What I’m Looking For

Qualcuno ha detto che l’importante della vita, più della mèta, è  il viaggio. Qualcosa di simile lo troviamo nelle Scritture, dove il nostro Viaggio con Dio, con i suoi alti e bassi è più importante della mèta. La mèta è il punto di arrivo, mentre la vita è il Viaggio.

Questo mi fà ricordare novembre 1988, quando un amico regalò a me e Loira un nastro con l’ultimo disco degli U2 “Rattle and Hum”.  Ascoltammo più volte gli splendidi brani contenuti e tra questi ce n’era uno ” I Still Havent Found What I’m Looking For” (Non ho ancora trovato ciò che sto cercando” che condivido  oggi.

 

I have climbed the highest mountain   Ho scalato la montagna più alta
I have run through the fields            Ho corso attraverso i campi
Only to be with you                         Solo per stare con te
Only to be with you                          Solo per stare con te

I have run, I have crawled              Ho corso, ho strisciato
I have scaled these city walls       Ho scalato questi muri di città
These city walls                             Questi muri di città
Only to be with you                       Solo per stare con te

But I still haven’t found what I’m looking for  Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

I have kissed honey lips                 Ho baciato labbra al miele
Felt the healing in her fingertips   Sentito la guarigione sulla punta delle sue dita
It burned like fire                            Bruciava come il fuoco
This burning desire           Questo desiderio ardente
I have spoke with the tongue of angels  Ho parlato la lingua degli angeli
I have held the hand of a devil Ho tenuto per mano un diavolo
It was warm in the night  Era calda nella notte
I was cold as a stone   Io ero freddo come una pietra

 But I still haven’t found what I’m looking for Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

 I believe in the kingdom come Credo nel regno che verrà
Then all the colors will bleed into one Quando ogni colore sfumerà in uno
Bleed into one               Sfumerà in uno
Well, yes, I’m still running  Beh, si, sto ancora correndo

You broke the bonds and you Hai spezzato i vincoli
Loosed the chains                 Hai allentato le catene
Carried the cross               Portato la croce
And all my shame        E tutta la mia vergogna
All my shame                   Tutta la mia vergogna
You know I believe it     Sai che ci credo

But I still haven’t found what I’m looking for Ma non ho ancora trovato quel che sto cercando

Nella Scrittura sono contenute molte Promesse di Dio per coloro che lo seguono nel cammino della vita. In molte di queste promesse troviamo i verbi in due tempi: il tempo presente e il tempo futuro.

Ecco alcuni esempi.

Cercate (adesso) prima il regno di Dio e la sua giustizia,

e tutte queste cose vi saranno date (tempo futuro) in aggiunta.

Non affannatevi (presente) dunque per il domani,

perché il domani avrà (futuro) già le sue inquietudini. (Mt 6,33-34)

 

Chiedete (presente)  e vi sarà (futuro) dato;

cercate (adesso) e troverete (futuro);

bussate (presente) e vi sarà (futuro) aperto;

perché chiunque chiede riceve,

e chi cerca trova

e a chi bussa (adesso) sarà (dopo) aperto. (Mt 7,7-8)

 

Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità

esponete (presente) a Dio le vostre richieste,

con preghiere, suppliche e ringraziamenti;

e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza,

custodirà (futuro)  vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. (Fil 4,4-7)

 

Vi è un ADESSO che devo fare, vi è un DOPO per ottenere.

La distanza temporale tra il presente e il futuro non la conosciamo.

Potrebbe essere un secondo dopo o chissà quando.

Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, lustri, ecc..

 

 

Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà;

se tarda, aspettala;

poiché certamente verrà;

e non tarderà (Abacuc 2,3)

 

Ma c’è una distanza temporale tra il nostro ADESSO PRESENTE

e l’adempimento del DOPO FUTURO.

 

Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto,

questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro,

corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama

a ricevere lassù, in Cristo Gesù. (Fil 3,13-14)

Tutto è possibile a chi crede

Roberto Aita