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Natale è accogliere il Dono, Natale è essere dono al prossimo. Si riceve il Dono per donare: Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti “ (1Gv 3,18) Prima di condividere l’articolo sulle attitudini errate riguardo il denaro dei credenti, ti ricordiamo che puoi inviare il tuo dono all’Ass.ne attraverso:

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Quattro attitudini errate dei credenti riguardo il denaro.

 1 – Il denaro è sporco (non il mio denaro è sporco, lo è quello degli altri!)

 I più “pseudo spirituali”  (pseudo = falso) definiscono il denaro come lo “sterco del diavolo”. Sono coloro che non vogliono confondere Dio col denaro. Apparentemente giusto. Ma è solo una posa farisaica. In realtà se il denaro è lo “sterco del diavolo” loro stessi ne hanno le mani imbrattate! Semplicemente assumono questa “distanza” per non condividere. In sintesi: non vogliono che il Signore “di tutta la loro vita” chieda loro di condividere anche il denaro. Della serie: toccatemi tutto, ma non il mio….denaro!

Il mondo nel quale viviamo ha la propria “regola d’oro”: chi ha quattrini comanda. Sapevi che la Bibbia insegna quasi la stessa cosa? Il convito è fatto per gioire, il vino rende gaia la vita, ed il denaro risponde a tutto. (Qoelet 10,19)

 Se non credi che questa affermazione sia vera, chiedilo ad una qualsiasi madre di famiglia che deve comperare vestiti per i figli che vanno a scuola. Il denaro  risolve molti dei suoi problemi! Non devi fare altro che rivolgerti a chi non ha nulla da mangiare. Qualcuno mi disse: “Sai, i soldi non hanno alcun valore per me” . “Questo mi dice molto su di te”, fu la mia reazione. “Mi dice che non sai che cosa voglia dire patire la fame” .

I credenti hanno creduto per troppo tempo alle menzogne di satana, ed hanno agito come se i soldi fossero qualcosa di “temibile”. Se sei uno di questi credenti, prendi i seguenti tre versi della Scrittura e scrivili nel tuo cuore.

Ma ricordati dell’Eterno, dell’Eterno tuo:  poichè Egli ti da la forza per acquistare ricchezze, al fine di confer­mare, come fa oggi, il patto che giurò ai tuoi padri. (Dt.8:18 )

 Diletto, io faccio voti che tu prosperi in ogni cosa e stia  sano, come prospera l’anima tua  (3Gv 1)

Quel che fa ricchi è la benedizione dell’Eterno, ed il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla. (Prov l0,22)

Non hai alcun bisogno di aver paura dei soldi: le risorse finanziarie non devono essere temute da quelli che sono fedeli. La prosperità è un desiderio di Dio per la tua vita, e finché vi in armonia con i Suoi comandamenti, realizzerai le Sue benedizioni nella tua vita.

2- La povertà è indice di spiritualità  (non la mia povertà è buona,  ma quella degli altri!)

 Ma la Parola di Dio non è in difesa della povertà! La maggior parte dei credenti opera nell’ ottica della povertà e spesso in modo ipocrita perché provano vergogna a dire che sono prosperi negli ambienti cristiani! Conosco credenti che vivono quasi con imbarazzo il fatto di essere ricchi! Esibiscono senza alcuna remora la loro ricchezza nella società, ma agiscono con “eccessiva discrezione” nella Chiesa…Paura di essere giudicati e paura di dover condividere.

Conosco personalmente milionari credenti che riescono a piangere miseria a tal punto che io sono tentato di proporre loro un’offerta!   S. Paolo parla della ricchezza della gloria della Sua eredità nei santificati (Ef. 1:18). La parola ricchezza in questo verso è la traduzione del greco ploutos. È una specie di parola-base che significa “riempire”.  Letteralmente  vuol  dire “soldi, possessioni”. In senso figurato indica “abbondanza, ricchezze, donazioni di valore”.  Se leggiamo ad esempio la lettera di S.Paolo a Filemone scopriamo che l’Apostolo si rivolge a un uomo ricco senza condannare minimamente la Sua spiritualità!

Oppure vediamo come nella stessa vita di S.Paolo, durante il suo ministero, non ha mai collegato la sua spiritualità alla povertà: “Ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,12-13)

3 –  La povertà  è felicità (non la mia felicità, quella degli altri!)

La prosperità da sola non ti renderà mai felice, ma neanche la povertà. Se i ricchi commettono suicidio, si drogano, si ubriacano e divorziano,  i poveri fanno lo stesso! Non c’è niente di santo o di allegro nell’essere poveri. La felicità non ha proprio nulla a che fare con la presenza o l’assenza di beni materiali, ma l’infelicità può venire anche dalla mancata soddisfazione di alcuni bisogni materiali, quali il mangiare, il vestire, l’alloggio.

La felicità ha a che fare innanzi tutto con la vita interiore della persona. Se la tua vita interiore è lontana dal Signore sarai comunque una persona infelice, sia che tu abbia o che non abbia le cose materiali! Insomma, né soldi, né penuria di soldi, potranno cambiare la tua vita interiore.  La  povertà non ti farà mai né santo né felice. Però, se prosperi e se la tua vita interiore è sotto il controllo di Cristo, lo Spirito di Cristo, che è in te, avrà un influsso sul modo come spendi le tue risorse. Sarai in grado di soddisfare non solo i tuoi bisogni primari e secondari, ma sarai in grado di sostenere finanziariamente progetti missionari e solidali al prossimo in necessità.

I soldi che darai ti porteranno tanta felicità, perché sai che in questo modo adempi il proposito per cui Dio te li ha dati. Né la povertà, né la ricchezza può farti felice: la felicita viene solo da Gesù Cristo. Però, una volta che Gesù Cristo è diventato il Signore della tua vita, sarai in grado di portare tanta felicità al corpo di Cristo con i soldi che offrirai per la diffusione del Vangelo. Deciditi, quindi, di cominciare ora a prosperare e a star bene. Man mano che dai a Dio, Egli ti restituirà i soldi affinché tu possa dare di nuovo per l’opera Sua.

4 – A Dio non importa nulla dei soldi (non dei miei, ma solo dei soldi degli altri!)

 Per Dio i soldi hanno importanza, ma non come pensa il mondo! I suoi modi di operare sono diversi da quelli del mondo.  Il modo attraverso il quale il mondo guarda ad una donazione o ad un dono è completamente diverso da quello di Dio. Nella società umana, i benefattori che fanno grosse donazioni finanziarie per progetti caritatevoli vengono onorate con targhe commemorative,  edifici o padiglioni d’ospedali che portano il loro nome. Queste persone ricevono spesso onori  e  riconoscimenti  visibili che  danno un senso di gratificazione per le donazioni eccezionali che hanno fatto! Anche Dio prende nota delle risorse finanziarie che vengono donate, ma in un modo completamente diverso! Come la povera vedova del Vangelo che offrì i due spiccioli. Molte altre persone gettarono nella cassa del tempio somme infinitamente superiori, ma Dio onorò la vedova perché in effetti lei aveva dato a Lui molto di più.

Gesù osservò molto attentamente quello che aveva fatto la vedova. Tanto che chiamò a sé i discepoli perché ne fossero al corrente anche loro. Poi commentò apertamente davanti a tutti: In verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri; poiché tutti hanno gettato del loro superfluo; ma costei del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere.  (Mc 12:43,44)

Nota la differenza fra le seguenti affermazioni: il mondo vede quanto dai. Dio vede quanto ti rimane dopo che hai dato!  Quello che ti rimane dopo che hai dato misura davvero la tua generosità!

Egli ti darà indietro più di che ti serve per appagare le tue esigenze. Inoltre avrai abbastanza perché tu possa dare ancora per l’opera Sua. Dio ha così tanto interesse per le tue condizioni finanziarie che, se sarai obbediente alle Sue istruzioni sul dare e sul ricevere e se  tu Gli permetti di disporre senza restrizioni delle tue risorse, comincerà ad operare immediatamente per cambiare in meglio la tua situazione economica. Egli ti tirerà fuori dai debiti e ti farà prosperare. Il modo più sicuro per cavarsi fuori dai debiti e dalle difficoltà è di dare a Dio.

Non importa se al momento finanziariamente navighi in brutte acque, o se il tuo modo di dare per l’opera del Signore finora non è avvenuto secondo le regole bibliche, purché ora sia disposto ad obbedire al Signore e a dare come Lui comanda, i tuoi problemi finanziari si trasformeranno in benedizioni finanziarie. Dio da sempre indietro quello che Gli diamo, ed anche di più.

Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura pigiata, scossa, traboccante, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi.  (Lc 6:38).

Concludendo:

il denaro in sè non è buono, nè cattivo. In sè stesso non è pericoloso, nè utile. E’ semplicemente un mezzo. Dipende da chi lo usa: questo fa la differenza. Secondo la Scrittura noi non siamo proprietari di nulla, neanche del denaro nelle nostre tasche: siamo solo degli amministratori di cose che appartengono a Lui. Nudi siamo venuti al mondo e nudi torneremo a Lui: risponderemo a Lui come avremo amministrato ogni cosa, denaro compreso.

Roberto  Aita

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