Intercessione richiede sacrificio

GesùL’ Intercessione richiede sacrificio. E’  il sacrificio per toccare il cuore di Dio. E’ nello spirito di sacrificio, che si trova il segreto della grande potenza dell’intercessione. Come vediamo in Mosè che in veste di guida e intercessore, si pose nella breccia per proteggere gli israeliti dall’ira di Dio (Esodo 32) dopo che il popolo aveva costruito il vitello d’oro.  Il furore di Dio per l’ostinata ribellione degli israeliti desiderava la distruzione dell’intero popolo di ribelli, ad eccezione di Mose’ e della sua stirpe.

Mosè supplicò Dio perche’ perdonasse il suo popolo,anche a costo di essere escluso lui stesso dal libro della vita: Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato… E se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto!” (Esodo 32,31-32) Continua a leggere

Può guarire un bimbo down

Può guarire un bimbo Down nel grembo materno? Molti dicono di no. Ma Tutto è Possibile a chi Crede! Ringrazio Giordano e Andrea per le riprese video e lo stesso Andrea per il montaggio della video-testimonianza di cui sopra così toccante. Siamo tutti incoraggiati a riscoprire la medicina della fede. La fede viva in Gesù è efficace. Il vangelo è potenza di Dio per salvare, liberare e guarire chiunque crede. ” Io infatti non mi vergogno del vangelo, poichè è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rom 1,16)  Gesù  è Risorto. E’ vivo. Opera oggi. Seppur  vincolati dalla corruttibilità,  limitati dalla temporalità,  possiamo sperimentare le primizie, come Figli di Dio, della Sua salvezza nelle nostre vite. Continua a leggere

Web dipendenza e…Digiuno Tecnologico

bambini e genitoriOrmai è un fenomeno che sta contagiando un po’ tutti: i bambini e genitori web dipendenti . Li chiamano generazione 2.0, forse siamo già alla generazione 3.0 .  Il vero problema è quello che sta coinvolgendo la nostra società rendendola in tutto dipendente, come comunicazione, dal web e dai social network . L’unica comunicazione, quella autentica, quella all’interno del nucleo famigliare, sta invece regredendo.
Una volta per i bambini c’erano le bambole, il pallone, le macchinine. Tanti stavano con i nonni e apprendevano la manualità nello svolgere alcuni lavoretti, ad esempio raccogliere la verdura, bagnare le piante, dar da mangiare agli animali da cortile.
Altri bambini sviluppano interessi per il disegno o la lettura.
Oggi alcuni bambini non sanno neanche che le mele si raccolgono dal melo, ma pensano che crescono nel supermercato, o tante altre assurdità .
Poi dagli anni ’80  si è fatta largo un’altra tipologia di gioco in grado stimolare allo stesso modo la mente dei bambini: i videogames. L’ultima grande rivoluzione nel tempo libero dei più piccoli, infine, è stata l’arrivo di internet: i ragazzi oggi trascorrono molto tempo online davanti al pc, allo smartphone o al tablet. L’imperativo è partecipare, condividere le proprie esperienze, in due parole “essere social”.

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