Tu cosa risponderesti?

Caro Bob,

quando ho cominciato a frequentarti, anni fa ormai, mi aveva colpito una cosa di te,che ho notato ancora una volta la settimana scorsa. La tua assoluta sincerità, la naturalezza, la convinzione con cui parli della tua missione, della tua vocazione, del tuo rapporto vivo con Gesù. Si capisce, anche attraverso certi aspetti poco piacevoli del tuo carattere, l’urgenza che senti in te, a volte sofferta, di portare tutti a Cristo, di annunciare con credibilità la Parola.

In te non c’è nulla di finto, non ti atteggi, sei sempre naturale, autentico nel bene e nel male. E questa autenticità si manifesta quando parli di Dio e del tuo lavoro, così come nell’amicizia. Hai messo tutto in discussione, con coraggio e fede, per un qualcosa che, a mio modo di vedere, rappresenta un mistero.

Per scegliere la vita che stai vivendo ci deve essere stato un incontro vero e proprio, un momento in cui hai potuto percepire, accanto a te, reale,  tangibile, inoppugnabile una Presenza, per la quale valeva la pena rischiare. Una Presenza di cui non hai potuto fare a meno di innamorarti e che tu forse non aspettavi. Questa Presenza ha illuminato la tua mente e soprattutto il tuo cuore, portandoti, o docilmente costringendoti, a dirigere verso di Lei i tuoi passi. Quell’ istante deve essere stato vertiginosamente gioioso, forse contrassegnato da solitudine, di certo fonte di dolorose incomprensioni. In seguito a esso tutto, dalle piccole alle grandi cose della tua vita, è cambiato, ha acquistato altro valore, è stato ridimensionato, come quando ci si innamora contraccambiati e ci si sente con stupore riconosciuti per ciò che si è e parte di qualcosa di più grande e di infinitamente bello e stupefacente.

Bene, Bob. Ti prego di non reputare la mia una sorta di bestemmia, ma io, in tutti questi anni, per quanto lo abbia cercato con sincerità, nel modo in cui, di volta in volta, ne sono stato capace, questo Gesù vivo, reale, questa presenza trasformatrice, non l’ho trovata. Lo dico con assoluta onestà dinanzi a me stesso, conscio del fatto di avere cercato e di continuare a cercare.

So già cosa può pensare chi ha fede: “Ma come? Tu hai il cuore duro, sei rigido, apriti”. “Dio ti ama: lascialo entrare in te”. E ancora: “È colpa tua se non ti lasci andare, se non avviene questo incontro. Sei troppo razionale”. E tanto altro.

Mi permetto di dire che trovo tutti questi luoghi comuni, perché nessuno può essere nella parte più profonda e intima di me al punto da giudicare le mie intenzioni e i miei pensieri. Non è avvenuta una conoscenza di carne, ma solo di parole che mi hanno si aiutato, ma non trasformato nel profondo. Non è scoccata la grazia di quella scintilla che, sola, fa la differenza, modificando il nostro angolo visivo e la nostra esistenza.

Ci sono stati poi negli anni, me ne rendo conto ora, episodi che mi hanno segnato, e che tu conosci in parte, costringendomi a interrogarmi. Tre amici si sono suicidati, e due di loro erano sacerdoti.

La loro morte, per me, è un grosso mistero. Erano Suoi prescelti. Uomini, cioè, che Lui aveva voluto per Sè, per diffondere la Sua Parola, il Suo messaggio, e la loro morte, se ci penso, ancora oggi mi sconcerta. Dov’era Dio nel momento in cui si sono tolti la vita? E prima di questo gesto? Cosa li ha portati a scegliere il sacerdozio e poi a una fine così atroce? A volte mi viene da pensare che questa morte contraddica la chiamata, la forza di quell’incontro trasformatore: dov’è l’unzione che dovrebbe proteggere un consacrato proprio perché prescelto? Vedo tanta solitudine: solitudine vera, abbandono. Ho conosciuto bene soprattutto uno di loro (gli avevo chiesto di farmi da “padre” spirituale, da guida) e oggi, pensando a lui, mi domando: la fede aiuta davvero?

Ogni volta che ho partecipato ai tuoi incontri ne sono uscito sicuramente arricchito. Ricordo in modo particolare il primo, durante il quale avevi parlato dello Spirito Santo come fosse una persona vera e propria, in carne e ossa, viva accanto a noi. Questa tua descrizione era stata efficace, ma a distanza di tempo non posso dire che mi abbia aiutato a innamorarmi della Parola, a sentirla più mia, coinvolgendomi fino a smuovere in me qualcosa di nuovo in grado di cambiarmi nel profondo. O forse è ancora latente in me, in qualche angolo della mia anima, in attesa di scoppiare improvvisamente e illuminare di luce nuova la mia esistenza. Non lo so, in tutta onestà.

Nel corso degli anni, mi sono accostato a realtà diverse di preghiera.. E sempre me ne sono allontanato con la sensazione di essere entrato in gruppi che dicevano di volermi accettare per come sono, ma che poi tendevano un po’, forse involontariamente, a manipolarmi. Non mi sentivo a mio agio: a me non interessa parlare in lingue; non credo che un buon cristiano debba essere necessariamente chi segue questo o quel movimento, questo o quel gruppo.

Credo che un buon cristiano sia innanzitutto un uomo, che si sforza giorno per giorno di essere giusto dinanzi a se stesso, e quindi dinanzi a Dio, come ha fatto Gesù per primo. Ho la sensazione che uomini come Terzani (su cui dovremmo forse fare un bel discorso), pur nelle loro incertezze e nonostante abbiano abbracciato per puro caso altre religioni, siano molto più cristiani di tante persone che si professano tali. Non hanno avuto come te la grazia di un incontro rivelatore, ma la loro esistenza, le loro parole, mi hanno dato molto, e hanno arricchito quella sensibilità spirituale che sento forte in me, seppure diversa dalla tua.

Non ho avuto la gioia di un incontro personale e vivificante con Gesù. Se io guardo indietro, alle varie esperienze che ho fatto, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, quella che maggiormente mi ha segnato dal punto di vista spirituale è stata la settimana a Taizé, dove ero andato con un gruppo di ragazzi della mia Parrocchia.

In quel villaggio piccolo ma affollatissimo di ragazzi provenienti da tutto il mondo, nonostante il caldo afoso e opprimente di agosto, ho trovato un piccolo segno del divino: il sorriso indifeso, straordinariamente sereno e disarmante di Frere Roger. Nella calma di quegli occhi ho colto, per la prima volta in vita mia, qualcosa che oserei definire “santità”. Non c’era in lui nessun desiderio di convincerci di qualcosa, di portarci a qualcuno, di forzare una conversione. Non voleva insegnarci nulla, eppure, proprio questa umiltà docile, questo silenzio parlavano più di mille parole e insegnamenti e ci invitavano ad andare oltre, ad aprire i nostri cuori, prima di tutto, a quella che è fondamentalmente una fiducia.

Ecco: ciò che io, oggi, ho incontrato nella mia vita, è questa fiducia, questa speranza, che però, per quanto posso dire, non ha un volto.

Io non so Bob come sarà il Paradiso. Ma mi piace pensare che sia proprio un incontro di anime che sono state capaci, nella vita, di credere in qualcosa di bello, di alto; e mi piace anche pensare che questo qualcosa si riveli essere la carne stessa di Gesù, cioè la sua realtà concreta, che ha parlato a tutti, anche a chi non lo ha incontrato, in modi misteriosi.

Caro Bob, spero di non averti annoiato con questa lunga mail, ma ho voluto essere il più chiaro e il più onesto possibile.

Ti abbraccio con amicizia, stima e affetto.

Leonardo

25 pensieri su “Tu cosa risponderesti?

  1. Caro Leonardo,
    Noi non ci conosciamo ma x un mistero incomprensibile ma sicuramente voluto dal Signore..mi ritrovo qui a rispondere alla tua tanto chiara quanto vera riflessione.
    Sapessi quante volte anch’io ho maturato le tue stesse incertezze e delusioni..e ti assicuro che non sono state poche..ma da quando ho conosciuto Roberto, tramite mia sorella Etta, ho imparato a intravedere sempre, anche nelle più grandi tragedie accadutemi, uno spiraglio di luce.
    Non sto qui ad elencarli niente..e non mi sento di aggiungere altro..perché tu, come me, sai che noi cristiani dobbiamo sempre passare tramite vie troppo strette.
    Strette e incomprensibili…ma indispensabili per liberarci dalla solitudine dell’anima.
    Il Signore è vicino a te ..e a te si manifesta ..tramite l’amicizia di Roberto… Sento che ti prende per mano..e tramite le tue sofferenze e delusioni..a Lui gradite…a Lui ti conduce.
    Ringraziando il Signore x avere permesso questa conoscenza…ti saluto con cordialità e se permetti, con amicizia..

    Aurelia Sedda Mele

  2. Non conosco personalmente né Leonardo né Roberto ma sono nella stessa situazione del primo, fatico a trovare Dio e non ho mai avuto esperienze “toccanti”, ho visto persone che dicono di parlare in lingue ma a me sembra che in realtà pronunciano solo sillabe in confusione. Addirittura ogni tanto rasento l’ateismo ed il cristianesimo mi sembra una cosa illogica. In altri momenti mi sento più portato a credere. Vita difficile, beato chi riesce ad avere fede senza dubbi!

  3. Caro Bob,

    ho letto con attenzione la mail del tuo amico Leonardo. In parte ho potuto immedesimarmi e lo capisco. Dall’altra trovo che essendo noi tutti diversi e tutti diversi i disegni che Dio ha per noi, diversi sono anche i modi e i tempi con cui Egli ci parla e raggiunge i nostri cuori, diverse sono anche le nostre sensazioni e la modalità con cui recepiamo i messaggi.
    Seppur, come Leonardo, non possa dire di aver finora sentito ancora qualcosa di così forte come da te descritto e provato nel tuo primo incontro con Dio, posso con tutta sincerità affermare che, da quando Lo coinvolgo sempre più nella mia vita e in quella della mia famiglia, da quando parlo con e di Lui, c’è stato un chiaro cambiamento in positivo nella mia vita. Sento una pace e una forza nell’anima mai provata prima. Questa per me è la prova, noi che ne cerchiamo sempre una, di come il Signore opera. E sono agli inizi di questo cammino.

    Quanto alle spiegazioni che Leonardo non riesce a darsi, credo che sia uno dei nostri limiti umani. Abbiamo difficoltà talvolta a capire noi stessi fino in fondo, nel profondo del nostro cuore e della nostra anima. Capire gli altri, i loro atteggiamenti o addirittura i motivi di gesti terribili, non credo sia una nostra facoltà o se ci proviamo cadiamo nel giudizio.

    In conclusione, credo che il nostro personale cammino con il Signore sia unico e meraviglioso (come dici spesso tu) e così anche i modi che il Signore si manifesta nelle nostre vite.

    Ti abbraccio
    Michi

  4. Ho letto la lunga lettera di Leonardo. Gli risponderei che intanto non deve diventare come te nell’espressione della fede e che lo Spirito Santo, essendo un Amico discreto, lo sta aspettando nelle piccole cose di tutti i giorni, sia negli incontri di preghiera sia fuori per la strada, al bar per i boschi ecc. Se certi gruppi di preghiera non gli danno il brivido del mistero e dei doni dello Spirito Santo, se alcuni amici cari si ammazzano (capisco il suo sconforto; io stessa ho il ricordo di un amico professore che si suicidò e ciò mi fece riflettere non poco sulla vita e su come la viviamo), ciò non vuol dire che il Signore è lontano, vuol dire che sta piangendo insieme a lui di dolore per la morte suicida dei suoi amici e si sta scocciando di certi gruppi di preghiera come lui si è scocciato. Un mistico arabo che ho molto letto ha l’idea che Dio si commuove e piange con noi. Un Dio patetico. Noi pensiamo a Dio in astratto; siamo troppo nella testa e poco nel cuore.
    Non siamo più capaci di stupore. Va tutto bene caro Leonardo; tutto quello che dici mi ha commossa; la tua anima ha bisogno della rugiada della Grazia, non di parole moralistiche, non di discorsi ma di risposte che abbiano un senso. Anche nei momenti in cui tutto sembra assurdo e senza senso, quando accadono fatti contro ogni logica umana, forse è meglio ricordare che anche Gesù ha vissuto l’assurdità del tradimento, la solitudine, l’abbandono, il non riconoscimento ecc. ma ha preso su di sé tutto e ha fatto di tutte le sue difficoltà dei luoghi della Pasqua, cioè dei passaggi. Se non riconosciamo che anche le nostre difficoltà, prima o poi passeranno, restiamo impigliati negli ostacoli che la ragione ci pone davanti ogni giorno.

    Anna

  5. Ciao Roberto carissimo!
    ho letto e riletto più volte ciò che hai scritto ultimamente.Ti senti solo,ti hanno lasciato solo…lo credo e penso che non siamo in grado di seguirti,un profeta vede sempre più in là degli altri e quando le sue visioni sono tanto più ampie delle nostre poche diottrie si incomincia ad avere timore,poi sorgono dubbi…è più facile e comodo gettare la spugna e dire-aspettiamo un po e staremo a vedere…Anche con Gesù hanno fatto la stessa cosa ( i migliori,perchè gli altri l’hanno perseguitato fino alla morte ).Anche Lui quante volte si è sentito solo,ha pianto..eppure era il Figlio di Dio…Incompreso,abbandonato,criticato,tradito..
    Sei andato in tanti posti in Italia e all’estero a seminare,a pregare per i malati,hai incontrato tante persone: tante come i 9 lebbrosi ripiegati su loro stessi,poche come quello tornato indietro riconoscente..e adesso in un momento difficile tante cose ti riafforano alla mente e guardi al presente…Ma proprio tu mi hai insegnato a credere in ciò che ancora non si vede ma che già esiste.La Parola seminata,i libri scritti,le preghiere…non possiamo neanche immaginare l’effetto che hanno prodotto e che continuano a produrre…sono convinta che ogni volta che ricordiamo qualcosa di positivo di una persona è una benedizione per lei e per noi.Certamente che manifestiamo anche le nostre debolezze,i nostri sbagli,vediamo quelli degli altri: in che misura siamo e sono colpevoli? Solo la Misericordia lo sa…Hai avuto una chiamata particolare ,hai risposto senza sapere dove ti avrebbe portato..sovente penso al nostro Papa,quando è stato eletto sicuramente non pensava di trovare un disastro del genere..e penso che la solitudine sia la sua grande compagna:si era scelto collaboratori che poi abbiamo visto chi erano..non sa più di chi fidarsi..accusato di eresie ,osannato da tanti ma alla fine lasciato solo..Anche il povero Lutero aveva avuto visioni giuste ,eppure ci sono voluti 500 anni per iniziare un po a capirlo…

    Leonardo parla dell’unzione che protegge un consacrato,ma certamente non è un’unzione che protegge dalla malattia e dalla morte.Anche i primi cristiani erano unti eppure sono stati sbranati dalle fiere,bruciati,annegati.L’unzione serve per compiere il progetto che Dio ha per noi e che tante volte non capiamo.Riguardo al suicidio dei sacerdoti che purtroppo diventa un fatto sempre più ricorrente ,è certamente molto triste ,ma forse è ora che qualcuno prenda provvedimenti : tutti andiamo a riversare su di loro i nostri peccati,i nostri problemi senza pensare che loro ne possano avere di più grandi dei nostri..la maggior parte di loro vivono soli,privi della tenerezza o dei consigli che potrebbe dare loro una donna ( che in alcuni casi vede più in là di un uomo ),se si confidano con qualcuno rischiano di passare per dei deboli,se si accompagnano con dei giovani sono tacciati di essere gay,se con donne non ne parliamo..i vescovi che dovrebbero essere i loro padri manco conoscono i loro problemi perchè hanno altro da fare…una scelta di vita fatta a 24 anni con il passare del tempo può non andare più bene e allora c’è ancora da stupirsi? Intanto ci sarebbe da valutare bene se c’è la chiamata oppure no come anche per i matrimoni …che cos’è che ti ha spinto a fare quella scelta.E poi certo che anche loro non sono esenti da malattie come la depressione che tante volte non traspare,ma se sei da solo difficilmente ne vieni fuori…

    Leonardo continua a cercare e forse non si rende conto che è Lui che viene a cercare noi…Pensa di avere chissà quali manifestazioni che sono molto proclamate ( a volte troppo ) nel movimento carismatico ,ma come lo era per Frère Roger,anche i nostri silenzi,la nostra presenza in un determinato posto o vicino ad alcune persone sono significativi e viceversa.

    Elsa

  6. Caro Roberto,ho letto tutta l email di Leonardo.
    Devo dire che sono in sintonia con lui quando dice che non è necessario appartenere ad un gruppo per comportarsi da buon cristiano.
    Hai chiesto cosa ne penso o meglio cosa risponderei.
    Ricordo le tue parole quando a casa vostra ci riunivamo per lo studio e l’incontro di preghiera…parole chiare e decise che ho sempre condiviso.
    ” OGNIUNO DEVE STARE DOVE MEGLIO PENSA CHE SIA IL SUO POSTO!
    Ogni persona ha la sua anima e la sua coscienza che parla, penso che Dio faccia parte di noi e che in tutto quel cercare di cui menziona Leonardo….ci sia molta volontà di essere una buona persona.
    Ogniuno ha il suo percorso da fare…chi in modo e chi in un altro, ogniuno libero di vivere come meglio crede.
    Il nostro libero arbitrio ci porta ad essere ciò che veramente siamo.
    Non credo che Leonardo non abbia trovato Dio , lo ha trovato in maniera diversa da come lo hai trovato tu, di come l ho trovato io , ….
    Dio è in ogniuno di noi…quando siamo impegnati a rispettare con amore tutto il creato…questo ci fa parte di Lui.
    Potrebbe essere riduttivo ma io credo che Leonardo in fondo potrebbe non aver capito che anche in questo caso…la vita ha miriadi di sfumature…mi ripeto , lo so..ma ogniuno Dio ce l’ha dentro e vive come detta la sua coscienza per cui tutti noi siamo dio..ecco perché si pensa di non averlo trovato, semplicemente perché non siamo stampini di un progetto fatto tutti uguali…ogniuno con i suoi tempi ed i suoi percorsi di vita.
    Siamo tutti uno, da tutti si impara..da tutti si da e si riceve, questa per me è la grande ricerca e forse anche quella di Leonardo.
    Non so quanto tu possa Roberto più o meno condividere questa mia , in qualche modo abbiamo comunicato e l ‘ho fatto immaginando di guardarti come facevo tanto tempo fa.
    Ti abbraccio forte…nell’amore universale che tutto permea.
    A presto Roberto.
    Cinzia.

  7. Riguardo alla mail non avrei una vera e propria risposta poiche’ sarei uni stolto,ma posso semplicemente dargli un consiglio per quanto possa essere utile e secondo le mie esperienze.
    Cio’ che posso dire a questa persona e’ che non si scoraggi, semplicemente non e’ arrivato il momento per l’esperienza che cerca, noi non dobbiamo cercare gesu’ in questo modo, dobbiamo solo avere fede, e avere fede significa credere che lui sia dentro di noi, dentro il nostro spirito. Lui e’ il nostro tempio e occorre alimentare l energia interna affinche’ la sua potenza si manifesti, occorre potare ogni singolo ramoscello affinche’ l albero cresca, ma se noi forziamo la crescita codesto potrebbe crescere con delle imprecisioni, per questo anche se non abbiamo avuto la possibilita’ di incontrarlo nella nostra vita ricordiamoci che lui e’ gia in noi, noi siamo la stessa carne, siamo lo stesso sangue, siamo lo stesso spirito, e siamo noi che dobbiamo aver fede di questo, abbandoniamoci in lui, abbandoniamo le nostre forze razionali e cerchiamo la sapienza nello spirito e quel momento arrivera’,ma se noi cerchiamo l incontro dubitando inconsciamente almeno un secondo significa che lo stiamo cercando razionalmente. Lui sa quale sara’ il momento piu giusto. In questo momento la persona non sta agendo nella giustizia di Dio bensi sta tirando le sue conclusioni e facendo cosi sta chiudendo una porta importante e non si rende conto che magari manca poco all’ esperienza. Preghero’ per lui affinche possa il signore donargli la sapienza nello spirito!
    Alleluia!

    Manuel

  8. Gent, Roberto , rispondo come ha Lei ha chiesto , ( non è facile ) . Penso che non deve esserci per forza una visione o un incontro per sentire la vicinanza del Signore
    Credere che Lui è qui vicino a noi , è questo che ci da forza .
    Vorrei dire a Leonardo , tutti abbiamo avuto i nostri dubbi , momenti di smarrimento , cadute , ma è proprio allora , se pensiamo che il Signore non ci abbandona , li Lui ci viene in aiuto , ci da la forza di superare le nostre crisi . Vorrei ancora dirti , non mollare , quanto meno te l’aspetti , si aprirà davanti a te un mondo tutto nuovo . Ti assicuro la mia Preghiera , tu ricordati di me . Un cordiale saluto e un grande ringraziamento a Roberto e a te Leonardo

    Lorenza

  9. Caro Roberto,
    sono una delle tante persone, p e n s o, non essere in grado aiutarti rispondere a Leonardo, in quanto anch’io non ho avuto quell’incontro….. e nonostante sia entrata nella nell’ultimo ciclo di vita.., lo spero ancora più.
    Un abbraccio da Ester

  10. Ciao Bob,
    tu mi chiedi “cosa risponderesti” ad una lettera del genere….ma non saprei neanche io…non c’è una facile risposta…forse l’unica cosa che si potrebbe dire è che il modo di operare di Dio è sempre diverso dalle nostre aspettative, non è mai inquadrabile negli nostri schemi e tanto meno condizionabile dalla nostra volontà,… come per dire che la tua fede che si fa condizionare da quello che ti capita o non ti capita….allora vuol dire che non si può ancora parlare di vera Fede!
    Grazie per la tua mail.
    Ciao Bob.
    Dario.

  11. Grazie Roberto per quello mi hai scritto. Tutto quello ha scritto su di te è verità Quello che ha scritto su di lui lo è in parte. Se dopo tanto tempo è ancora in questa situazione il motivo è quello della sua poca umiltà del volere prima ancora di donare il suo cuore di essersi affidato più alle persone che alla relazione personale con Dio Questi sacerdoti non avevano relazione con Dio se non per la cerimonia e per la teologia. Lo so di essere. dura e insensibile con questo scritto e anche nel dire questo a persone hanno avuto questi problemi ma Dio merita molto di più di quello tanto gli offrono e di metterlo al primo posto.

    Come si fa a imitare Dio se non si. ha una relazione personale intima con Lui povera Chiesa!

    Margherita

  12. Ciao Roberto,non so se ti ricordi di me sono una amica di Nadia e ci siamo incontrati un po’, di anni fa…Mi chiamo Angelica…mi ha fatto molto piacere conoscerti,e ricordo una forte emozione quando mi hai comunicato quello che sentivi di dirmi…ricordo che mi misi a piangere perché avevi toccato i tasti più dolenti della mia vita in quel momento.
    Io posso dirti che il Padre ci ha voluti liberi,ed è per questo che accadono determinate cose,siamo noi a scegliere il percorso che più sentiamo nostro,è tutti dovremmo cercare di trovare la gioia e la fede.
    Si perché essa non si nasconde,c’è in ogni piccola cosa sta a noi trovarla e abbracciarla…
    Noi possiamo vedere le nuvole e rattristarci. ..ma chi ha fede pensa all’ azzurro c’è sempre l’azzurro sopra le nuvole e questa è una certezza.
    Dicono che quando succede qualcosa di brutto è perché Dio ha potato i rami perché tu possa fare frutti sempre più buoni e secondo me questo è molto vero…forse è qui il segreto credere che nel malé ci sarà sicuramente qualcosa di bello…anche se non lo comprendiamo…chissà nelle teste delle persone a volte scattano meccanismi e purtoppo l’ unica cosa che è la più sbagliata viene compiuta…ma nella totale liberta’…forse questa persona che è stata toccata da questi gesti estremi di suoi amici…dovrebbe pensare che erano totalmente liberi di decidere cosa fare della propria vita e che certe cose non si possono spiegare…ha mai pensato che magari avrebbero potuto fare del male agli altri?e quindi hanno preferito farlo a se stessi?o se avessero avuto un incidente e coinvolgere altre persone?potremmo dare altre mille spigazioni e non saperlo mai con certezza…io credo che non si può spiegare tutto e qui il mistero altrimenti non si chiamerebbe cosi…e hanno fatto una scelta che assolutamente non condivido perché solo Dio ci dirà quando sarà il nostro momento…
    Anche io mi sono sentita arrabbiata per avvenimenti non voluti e disgrazie…ma cerco di essere di conforto per chi ne ha bisogno cercando di portare un po’ di azzurro a chi ne ha già molte di nuvole intorno…le cose accadono sta a noi nella nostra totale libertà a scegliere come affrontarle.
    Io credo che l’ amore per Dio è qualcosa di speciale e che ti da pace perché non sarai mai solo Dio è la certezza dell’ azzurro!!!…e il dono più grande di Dio per me: è che ci ha lasciato totalmente liberi di agire e fare quello che vogliamo…lui ci parla di amore e noi quello dovremmo sempre cercare in Lui in noi e negli altri.
    Con tanto affetto.
    Angelica.

  13. ciao Roberto,
    ti ringrazio per aver condiviso con me lo scritto di Leonardo,
    francamente non so che dire al riguardo, proprio io che sono un Cristiano solo di nome e sono più assillato almeno al momento da problemi terreni che da quelli dello Spirito.
    Spero che Dio prima o poi mi illumini a trovarlo e condividere la Sua presenza nella sua vera chiesa
    ed oggi non è cosa di non poco conto.

    Buona giornata
    Mario

  14. BUONGIORNO, CARO ROBERTO.
    Dalle sue parole si evince una incredulità di fondo.
    Quindi che si può dire?
    “Se davvero desideri conoscere il Signore Gesù apri il tuo cuore e non essere incredulo ma credente”.
    Sembra quasi che parlando delle esperienze fallite degli altri (i sacerdoti suicidi) INVECE voglia dire che tutto è un bluff e voglia farsi beffe di chi crede.
    1^ punto: vuoi conoscere veramente Gesù? Hai bisogno veramente di Lui? O, in fondo, sei contento di vivere come vivi?
    2^ punto: apri il tuo cuore e abbi fiducia in Lui e non guardare alle esperienze degli altri
    3^ punto: conosci la Sua Parola e nutriti di Essa ogni giorno. Lascia che ti parli personalmente
    4^ punto: allora, appena, Lo conoscerai, vedrai la Sua Potenza nella tua vita e non potrai più dire che Gesù ti lascia indifferente e che lo facviano le adunanze di preghiera.

    Il punto vero ė: è una sfida la sua a chi crede o il desiderio di conoscere veramente il Signore?
    Tutto parte da lì.

    Un’alunna, l’altro giorno, mi ha chisto perchè Gesù non interviene in certe situazioni…E mi ha raccontato un fatto terribile occorso a sua madre.
    Non era una domanda per voler capire o conoscere Gesù
    Era una domanda per mettermi in difficoltà…
    Poi ho scoperto (e lo Spirito da subito me l’aveva rivelato) che la storia lacrimevole che mi aveva raccontato era una grande bugia e che fuori pratica addirittura il satanismo.
    Non è sicuramente questo il caso a cui fai riferinento, Roberto, ma questo per dire che tutto parte da un cuore sincero e aperto.

    Le parole altrimenti sono inutili.

    Un abbraccio
    ENA

  15. Carissimo Roberto,
    ti scrivo qui perché mi sento più “libera” e poi deciderai tu, scusandomi perché non sarò breve…
    Desidero soprattutto essere sincera, esprimere ciò che sento, ciò che io credo, ciò che io vivo e ho vissuto in questa ricerca, perché sia per Leonardo che per me, ancora di ricerca dell’INCONTRO si tratta.
    Non voglio assolutamente giudicare nessuno, sappiamo che non lo dobbiamo fare, ma credo che sia giusto “giudicare” fatti e mettere quindi in discussione insegnamenti anche a costo di sembrare “sapientoni” mi verrebbe l’aggettivo blasfemo addirittura, non posso ignorare.
    Mi associo a Leonardo nel desiderare profondamente questo incontro personale con Gesù e, come lui, continuerò a farlo nella convinzione che Gesù ha già raggiunto il nostro cuore😍 Se avremo questo incontro personale con Lui, qui sulla terra, sarà un’esperienza unica che sicuramente ci porterà oltre a ciò che attualmente siamo e viviamo, ma assolutamente non paragonabile all’incontrarlo “faccia a faccia” che avremo con Gesù quando lasceremo questa terra! Nel mio cuore questa é una CERTEZZA e é quanto mi aiuta a continuare anche in mezzo a problemi, difficoltà e…domande senza risposta 😞
    Secondo me la Parola di Dio o si crede o si discute polemicamente e con questo non intendo dire che non ci possiamo porre domande, ci mancherebbe, Lo dico nel senso di accettala anche quando non la comprendiamo, nel NON cambiare niente di ciò che é scritto per renderlo più facile, più soft, più umanamente accettabile, più confacente al periodo in cui ci troviamo .
    Oggi non capisco qualcosa di specifico, ok, ma chiedo allo Spirito Santo di darmi nuova unzione e un giorno, rileggendo ciò che non capivo e soprattutto non cercavo di capire a ogni costo, anzi in quel momento me ne dimenticavo, ecco che ne acquisisco una nuova comprensione, questa é crescita, la famosa conoscenza che scaturisce dall’ascolto della Parola.
    Non sempre funziona così, ma in questo modo ho comunque pace, la Sua pace perché in Lui confido.
    Sono decisioni personali, Dio ci ha fatti liberi e non voglio assolutamente imporre io niente a nessuno, solo indicare una possibilità, quello che a me risulta utile.
    Penso che, essendo noi unici, anche il nostro rapporto personale con il Signore sia unico e non sia da paragonare e da confrontare con nessuno.
    Importante é dare continuità, alimentare con preghiera e tempo dedicato sinceramente alla presenza del Signore, non smettere di cercare il Suo volto, credere alle Sue promesse!
    Troppo spesso togliamo la D di Dio e quindi siamo al semplice io e questo ci blocca e ci impedisce la vera sottomissione a Dio!
    Mettere Dio al PRIMO posto nella nostra vita: questo per me é l’ostacolo più grosso per riuscire un incontro personale con Gesù, a parole lo voglio, lo desidero veramente, ma poi l’io prevale: i miei bisogni, le mie difficoltà, i miei problemi, ecc. = io. Non penso in questo di essere molto diversa da tanti cristiani sinceri.
    Per il terribile e COMPLESSO problema del suicidio per quelli che si professano credenti, penso che in gran parte c’entri lo stesso discorso dell’io non arreso a Cristo, del non credere, del non voler credere, del credere di NON poter credere alle Sue promesse.
    Sono consapevole di “buttarla lì semplice” ma credo che in questo ci sia fondamentalmente del vero.
    Ora riguardo al suicidio dei sacerdoti, accuso in gran parte e sono consapevole di farlo, l’istituzione chiesa e, dato che da essa provengono, nel preciso contesto la chiesa cattolica, come istituzione.
    Nel sacerdozio cattolico si é molto lontano dalla Parola, troppe imposizioni, troppi divieti che portano poi a terribili sensi di colpa e sappiamo chi ci accusa fino a togliere la pace e a spingere a gesti estremi: il diavolo!
    La realtà del DIAVOLO viene minimizzata perché fa paura, ma non é la paura che ci aiuta e ci salva, anzi…AIUTO e SALVEZZA vengono dalla vera conoscenza delle realtà bibliche, vedi l’immenso AMORE di Dio, il Suo PERDONO, il giusto TIMOR di Dio e soprattutto GESÙ CRISTO al centro di ogni insegnamento che si vuol definire CRISTIANO.
    Di certo non il formare guide cieche, con gli occhi su dottrine umane che insegnano a pregare morti, i santi della chiesa cattolica e il culto alle varie madonne, lasciamo perdere il celibato dei sacerdoti.
    Questo con tutto il rispetto per Maria, madre di Gesù, Dio fatto uomo e dell’esempio di FEDE in Dio che ci ha trasmesso, stessa cosa per i veri seguaci e martiri per la loro fede in Gesù. Stesso rispetto per i sacerdoti che, senza imposizione, fanno questa scelta.
    Potrei continuare con molte altre contraddizioni alla Parola e sicuramente in ambito cattolico mi verrebbero fornite spiegazioni umane del perché é stata cambiata la Parola, ma sempre credendo che la creatura ne sa più del Creatore, che bisogna adeguarsi ai tempi, ma solo dove vogliono loro… Non ci sto e smetto perché sono già troppo entrata in polemica.
    Aggiungo solo che da bambina, non avevo idea di chi fosse Lutero, ma in estate mi capitava di frequentare persone di religione riformata e di essere entrata nelle loro chiese e di aver osservato e quindi chiesto, come mai ci fosse solo la Croce e non le statue, madonne e santi, a cui ero abituata. La risposta fu semplicissima: solo GESÙ salva, non occorre altro, noi ci concentriamo sulla Croce e non vogliamo distrazioni.
    Caro Roberto concludo dicendo che non ho nessuna presunzione di conoscere tutta la VERITÀ, ma ho la ferma convinzione che più si aderisce, con cuore umile e sincero, alla PAROLA, più alla VERITÀ si é vicini.
    Carissimo Roberto sei ovviamente libero di scartare tutto o di estrarre quanto ti sembra valido, la profonda stima che ho di te, l’amore che mi hai sempre trasmesso, l’aiuto che mi hai sempre dato non ne sarebbero minimamente toccati e sono e saranno sempre nel mio cuore 😍 Un fraterno abbraccio anche a Loira, preziose colonne 🙏🙏🙏 sul mio cammino verso l’eternità reale con Gesù.
    Renata

  16. Caro Bob,

    mi è piaciuta molto la schiettezza e la sincerità di Leonardo e posso capire le sue esternazioni. Quando si decide di avere fede, senza aver avuto un vero e proprio incontro con Dio, è sicuramente più difficile perseverare senza aspettarsi prima o poi una conferma o una determinata rivelazione.

    Mettere in pratica Ebrei 11:1 “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” è cosa ardua, specialmente quando si attraversano le varie prove della vita. Nel mio cammino mi sono però resa conto che perseverando nella fede, ho vissuto meglio avendo accettato Cristo nella mia vita di come vivevo prima di farlo.

    Mi è parso di capire che lui fa parte di una chiesa e mi chiedo se questo non abbia influenzato il suo disappunto, proprio per il fatto che ci si appoggia maggiormente su delle persone che su Dio stesso. Questo è il motivo per il quale non sento la necessità di appartenere ad un gruppo, ma piuttosto crescere giorno dopo giorno secondo gli insegnamenti biblici. Per me la vita terrena non avrebbe senso se non ci fosse qualcosa oltre!

    Ti abbraccio forte e ci vediamo a dicembre.

    Manu

  17. Carissimo, lo sfogo di questo tuo amico equivale già all’accettazione del soprannaturale, i desideri, le ansie, lo scoramento fanno parte della vita quotidiana di ciascuno di noi perchè purtroppo non abbiamo subito le risposte desiderate e questo ci costringe a porre subito rimedio a ciò che ci accade però con la speranza di fare la cosa giusta riponendo fiducia (comunque) a quanto Gesù vorrà darci.

    Malgrado io abbia avuto da Gesù – tramite la tua preghiera – interventi positivi sulla mia salute sono sempre alla ricerca. Affidarsi a Lui è veramente necessario ed io (purtroppo?) sono un tipo con i piedi per terra ed il mio essere vorrebbe una certezza che non trovo ancora dentro di me. E’ proprio il Mistero che rende la fede affascinante.

    Devo dire che questo signore descrive molto bene il suo smarrimento e perciò quello che io vorrei dirgli che l’AMORE guarisce la vita e percò di amare comunque sempre e che il suo desiderio di Gesù lo troverà quando Lui vorrà.

    Penso che quello che tu gli vorrai dire sarà più efficace di tutti gli altri consigli.

    salutissimi Ferny

    P.S. quali sono i certi aspetti poco piacevoli del tuo carattere? Noi non li conosciamo! e speriamo di non conoscerli

  18. Carissimo Roberto, non è facile, anzi è estremamente difficile riuscire a trovare le parole “giuste” per rispondere ad una mail come quella di Leonardo.
    Per lui rimane un mistero che tu possa aver avuto un incontro “speciale” con una Presenza “speciale” che ti ha cambiato drasticamente la vita, mentre a lui
    non è successo niente di particolare pur partecipando a molti e vari incontri di preghiera.
    Il fatto che ne parli con questa schiettezza è comunque una cosa positiva e denota una continua ricerca di una “Presenza” cioè di un Gesù trasformante.
    Alcuni mesi fa il figlio di un mio caro amico si è tolto la vita. Viene spontaneo chiedersi come mai Dio permetta che un figlio arrivi a compiere un gesto
    così estremo e che a causa del quale i suoi genitori non trovino più pace.
    Anche Leonardo si domanda le stesse cose di fronte a quello che ha provato quando due suoi amici si sono suicidati.
    Il dono più grande che Dio ci ha fatto è che ci lascia liberi e per il fatto stesso che siamo liberi corriamo il rischio di decidere di non riconoscerLo
    come nostro Dio e questo ci porta alla disperazione che non è altro che la perdita della fede.
    Quello che ci fa un male immenso è il nostro ragionamento, il nostro pensiero e il nostro volere ad ogni costo provvedere noi a ciò che ci affligge.
    In questo modo la nostra fede vacilla e se perdiamo la fede-fiducia in Lui commettiamo un grave peccato e le conseguenze ci portano nel baratro.

    “Essendo la nostra conoscenza di Dio limitata lo è anche il nostro linguaggio e il nostro pensiero su Dio, occorre purificare continuamente il
    nostro linguaggio da ciò che ha di limitato, di immaginoso, incomprensibile,inafferrabile con le nostre rappresentazioni umane.
    Le parole umane restano sempre al di qua del mistero di Dio.” (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

    Ci rimane solo l’abbandono in Lui. Don Ruotolo scrive che Dio compie miracoli in proporzione del nostro pieno abbandono in Lui
    e del nessun affidamento in noi !.
    Questo è quello che mi sono sentito di rispondere a Leonardo visto che tu Roberto me l’hai chiesto.

    Un forte abbraccio LIVIO.

  19. Ciao Bob che dire….si capisce chiaramente la profondità di Leonardo nella sua riflessione. Io non so se la mia risposta può in qualche modo aiutarlo so per esperienza personale che anche i frutti dal stessa pianta maturano in tempi diversi.
    Il ladrone ha guadagnato questa certezza negli ultimi istanti della sua vita mi pare che Santa Rita affermasse che non avvertiva la presenza di Gesù per anni eppure tutti sappiamo che ella è la Santa degli impossibili poi giovani come Pier Giorgio Frassati ci sconvolgono con la loro convinzione o se vuoi un certo San Domenico Savio morto giovanissimo.
    Forse sarò banale e fuori contesto ma credo che porsi troppe domande non abbia senso l’emorraissa è andata da Gesù convinta di guarire il Centurione non ha nemmeno voluto Gesù in casa sua……questo mi sconvolge…..credo che Gesù sia li che aspetti ognuno di noi, credo faccia il tifo per noi se posso in punta dei piedi vorrei suggerire a Leonardo di affidarsi a Maria di non smettere di cercare perché sicuramente Gesù non mancherà di fargli sentire la sua presenza ma per sfortuna a nessuno di noi è dato di sapere quando e come.
    Un abbraccio a Leonardo non sei solo io pregherò per te perché tu possa vivere in pienezza la tua fede, tu se puoi prega per me per la stessa medesima intenzione.
    Un abbraccio anche a te Bob e alla tua famiglia, anche se è molto che non ci sentiamo ti penso sempre fortemente, con gioia ed amore Federico

  20. Carissimo Roberto,solo stasera trovo il tempo per rispondere alla tua mail.ho letto attentamente ciò che il tuo amico Leonardo ha scritto e sicuramente risposte semplici non esistono.Nel mio piccolo provo a dare testimonianza di Gesù’ nella mia vita.Condivido tutto quello che Leonardo ha detto sui di te e vorrei aggiungere altro.Roberto Aita e’ stato scelto da nostro signore per convertire i cuori e’ più, che un apostolo, perché da decine di anni opera nel nome di Gesu’ per tutti coloro hanno problemi di qualsiasi genere,ha superato problemi enormi ,incomprensioni ,gelosie, tribolazioni credo di ogni tipo,ma e’ ancora qui’non come 20 anni fa’ come fondatore del gruppo di preghiera Gesu’ e Risorto ,ma come uomo prescelto per continuare la sua missione e oggi appunto continua come Ger Mission.detto questo, mi rivolgo a Leonardo.ho conosciuto Roberto e gli altri del gruppo negli anni 92-93 Io essendo un dipendente della associazione di volontariato Misericordia di Pescia,svolgendo attivita’ sanitaria di primo soccorso ,nata nel 1506 come associazione cattolica Cristiana, abbiamo pensato che fosse utile dare aiuto spirituale a cloro che ne avessero bisogno.Con mio fratello Alberto si riusci’ a contattare Roberto e per alcuni anni il gruppo partiva da Biella ogni sabato del mese per venire nella nostra sede di Pescia per fare catechesi e preghiere di guarigione e di liberazione ecc.stavo passando allora un periodo brutto della mia vita ,mia moglie voleva separarsi a tutti i costi ,ero distrutto dopo 15 anni di matrimonio e 2 figli ancora piccoli ma non a caso entrai a far parte di questo gruppo e ringrazio Dio di avermi fatto conoscere Roberto.nonostante appartenessi ad una associazione cattolica non avevo capito nulla di cio’ che un credente doveva fare.Credevo di credere ma solo con il gruppo di Roberto ho imparato a credere veramente a percepire la potenza dello spirito Santo a vedere e toccare con mano i prodigi del Signore,le guarigioni, le liberazioni, conoscere i carismi che il Signore distribuisce in preghiera.passati i momenti critici capii che cio’ che prima vivevo con disperazione ,dopo lo vivevo come una liberazione .non voglio dilungarmi troppo ma posso dire oggi grazie Gesu’ perche mi hai ridato tutto cio’ di cui avevo bisogno.Caro Leonardo hai parlato di suicidi,addirettura anche sacerdoti, nessuno e’ escluso dagli attacchi del demonio. Veedi un conto e fare noi le nostre scelte , in questo caso possiamo dire forse vocazioni? Ma un conto e’diventare strumenti nelle mani del Signore perche’ e’ lui che a voluto.la vita e’ un dono non e’nostra e’ sua e chi crede veramente deve mettere completamente la sua vita nelle sue mani, perche’ da buon padre di famiglia ha progetti per ognuno di noi,purche’noi gli si possa permettere.Ci ha resi liberi ma posso dirti con tutto il cuore i nostri di progetti vanno sempre a rotoli.Tiziano Terzani ho letto alcuni suoi libri che appezzo moltissimo, grande giornalista e grande uomo.io sono un operatore shiatsu e quindi mi dedico alla medicina tradizionale cinese. Terzani nella sua vita e’ riuscita staccare dal mondo civile a vissuto come eremita ,ha apprezzato i benefici della natura nonostante la sua malattia ,la ricerca di una cura la medicina e filosofia indiana e poi quella Cinese che alla fine apprezza di piu’ per la sua dualita’ l’equilibrio yn yang ma poi torna a Firenze durante il crollo delle torri gemelle, non poteva mancare.cosa voglio dirti? Vero lui diceva l’ uomo non accetta la morte, ma perche’ Tiziano c ambia il sistema di vita cambia ideologia politica ,ma secondo me gli e’ mancato la cosa migliore la fede in Dio e chi crede sa che la morte non esiste.vorrei dire tante cose ma quale pagine ci vorrebbero.dico un ultima cosa ,cosa esiste al mondo di piu’ bello che sentirsi usati da Gesu’.. Con affetto Luigi.

  21. Caro Bob, cosa direi io?
    Caro Leo amico mio, capisco la tua delusione e la tua frustrazione, ma non mollare. Non stancarti nel cercare. Finchè avrai un solo respiro non sarà mai troppo tardi. Non stancarti amico mio. Non c’è niente che valga più la pena di essere vissuto della pace di Gesù.
    Questo è il mio augurio per te per Natale. La pace di Gesù nel tuo cuore. Ciao Leo

  22. Benedetta giornata a te Roberto, ecco in questa mail cosa mi sentirei di rispondere.

    Prima di tutto volevo dire che chi ha fede non giudica, solo può restarti accanto e condividere con te le sue esperienze, per riuscire a trasmettere alla tua anima, le vibrazioni positive dell’amore di Dio. Tantissime testimonianze di persone comuni, riescono a farti entrare in contatto con questo, non vi è dono più prezioso che il saper mettersi in ascolto dell’altro.

    Leggendo dei tuoi amici che si sono suicidati non posso che portare la mia testimonianza.
    Ti parlo per esperienza personale (purtroppo) perché nel periodo della mia adolescenza ho tentato il suicidio. Per anni sono stata arrabbiata con Dio e non volevo saperne di credere e continuavo a tormentarmi chiedendomi dov’era Lui quando mi è successo quel terribile fatto, un segno indelebile rimasto nella mia vita.

    In tutti questi anni di terapie e colloqui con psicologi e psichiatri non sono mai riuscita a trovare un senso a tutto quel dolore, per anni sono stata atea fino a quando, dopo un pellegrinaggio a Medjiugorie nel 2009 è cominciata la mia conversione. Ma nulla è stato facile, è cominciato un lento cammino di guarigione, un cammino verso la Luce di Gesù. Mi sentivo sporca davanti agli occhi di Dio per il mio peccato, mi sentivo come il chiodo che trafigge la carne di Gesù sulla croce. I frati francescani mi hanno aiutato moltissimo con un percorso chiamato “le dieci parole”, basato sui dieci comandamenti e lì ho trovato, magari non tutte le risposte ma tantissime consapevolezze.

    La Parola di Dio ha trasformato la mia vita. Una frase in particolare è rimasta scolpita dentro il mio cuore: “Dio è innocente in quello che ti capita” ed è in quel momento che sono stata travolta dal suo Amore, ho perdonato e sono riuscita ad accoglierLo.
    Ho imparato che Dio non è un arbitro o un vigile che interviene ogni volta che chiediamo aiuto o nel momento in cui cadiamo e siamo sopraffatti dal male. Siamo noi che prima di chiederci dov’è Dio, dovremmo chiederci dove siamo noi? Abbiamo seguito i suoi comandamenti o ci siamo persi in strade sbagliate?
    I consacrati proprio perché prescelti, non sono diversi da noi, di fronte agli occhi di Dio, tutti siamo nel peccato e a nessuno viene risparmiata la lotta contro il male. Chissà contro quali demoni hanno combattuto quei sacerdoti, ognuno di noi ha le proprie battaglie da combattere, sta a noi scegliere se lottare per rimanere nella Luce o arrenderci. Il male esiste ed ha armi potenti come la solitudine e l’abbandono, per allontanarci da Dio.
    Dio è sempre al nostro fianco, anche quando non crediamo.

    Gesù non è un Dio lontano o una presenza astratta o un volto che appare solo a pochi prescelti, Gesù è vivo ed è l’Emmanuel, IL DIO CON NOI.
    Dio è mia madre, mio padre, mia sorella, sono io, sei tu. Dio è negli occhi delle persone che incontri, Dio è l’anziano dimenticato nelle case di riposo, è un tossico che chiede aiuto, un cucciolo abbandonato che cerca casa, un mendicante che chiede la carità, un bambino che sorride…. Dio è nelle lacrime delle persone che soffrono, è nella pioggia, nel vento, negli alberi, nelle foglie che cadono, Dio è un torrente d’acqua…. a volte riesco a sentire la sua presenza in ogni singola cosa che mi circonda, è nel colore che uso per dipingere, nelle parole di un amico, nel profumo del pane appena sfornato.

    Dio è tutto ciò che ci circonda e se tu lo cerchi Lui si lascia trovare. Dobbiamo solo imparare a guardare con gli occhi del cuore e lasciarci inondare dal suo Amore.
    incontrare Gesù è incontrare chi soffre, chi ha bisogno, è amare il fratello, amare il prossimo come Lui ci ha insegnato.

    Una frase per me importante, che mi ha aiutato nei momenti difficili e sicuramente mi ha aiutata ad aprire il mio cuore è questa: “lasciati amare dai fiori, dall’acqua e dal vento che soffia lieve”.
    Riguardando a quei momenti mi rendo conto che Lui è sempre stato presente, anche se io non volevo vederLo.

    Spero di essere stata abbastanza chiara e di poter essere d’aiuto con questa mia condivisione.

    Un abbraccio di cuore, con affetto, Giorgia.

  23. Caro Leonardo,

    credo che tu non sia riuscito a trovare questo Gesu’ vivo semplicemente perche’ usi troppo i sentimenti e le emozioni.
    Gesù lo si incontra nello spirito (uomo interiore ).Vorrei ricordarti che gioia,felicita’,allegrezza, emozione,eccitazione,depressione,tristezza,malinconia,tormento confusione,ansia ,freddezza,zelo affetti,aspirazioni bonta’,prefernze,interesse orgoglio,paura rimorsi,odio eccc,fanno parte della vita emotiva. Non sono altro che un insieme di svariate sensazioni naturali e se facciamo lo sforzo di osservarci attentamente ci rendiamo conto di quanto siano variabili i nostri sentimenti.

    Basta vedere Pietro che taglia l’orecchio del soldato preso dal coraggio e poco dopo ha paura quando una SERVA gli dice”ma tu eri con Gesu,era poi solo una serva!!! Aveva paura di morire .Tutto questo accade anche nelle relazioni amorose si puo’ cominciare con una passione travolgente,che poi a causa di alcuni cambiamenti emotivi,esso termina con odio reciproco ,la cui intensita’ supera l’amore di prima.

    Forse dovresti portare sulla croce tutta questa emotivita e pregare perche lo spirito santo possa manifestarsi nel tuo spirito con forza e con potenza.
    In quanto a bob io posso dirti che ho viaggiato parecchio con lui ,ho imparato molte cose da lui gli voglio molto bene non ho mai conosciuto persone più preparate di lui ha dato tutto per il Signore,potremmo stare qui ore ad elencare i suoi pregi ma siccome e’ un uomo come noi fa “cazzate” anche lui.

    L’articolo sulla solitudine non mi e’piaciuto per niente.Gli amici sono una ricchezza ,una grazia sono loro che nelle difficolta mi hanno aiutato a superarle ,a trovare il modo migliore per uscirne.
    Io coltivo pomodori ma dopo averli piantati li devo bagnare ,zappare ,devo prendermi cura di loro devo avere attenzioni nei loro riguardi. Cosi sono le amicizie le devi coltivare,a volte magari sbagliano, ma se veramente ci tieni le perdoni , e fai di tutto per non staccartene, proprio perchè sono preziose non puoi mandare ogni tanto qualche messaggio, mail ,o whatsapp ,o altro.

    Voglio troppo bene a Bob ,e credo che il meglio per lui dovrà ancora avvenire, e che il futuro sara pieno di successi .grazie er tutto quello che hai fatto per tutti. Noi, a nome di tutte quelle persone a cui ha portato entusiasmo ,amore per un Gesù vivo.

    Marco

  24. Ciao Roberto,
    Gli risponderei semplicemente che il Paradiso comincia da qui, da questa vita terrena.
    Se sappiamo accettarci per come noi siamo, per ciò che ad oggi non ancora siamo, allora sarà gioia, perchè se accetto me stesso allora posso confrontarmi ed alimentare la mia mente ed il mio cuore, nonchè a condividere lo spirito. Condividere con gli altri.
    Lo tranquillizzerei dicendogli che siamo a ns. insaputa, che ci piaccia o meno, sempre connessi con la Creazione! Sempre!
    Lo esorterei ad abbracciare una persona, a stringere una mano. Noi umani abbiamo bisogno di tanti fatti “strani”

    Mauro

  25. Caro Leonardo,

    Dal mio modesto punto di vista, se cerchi il Signore nel modo in cui capisco attraverso le tue righe è perchè lo hai già trovato!
    Siamo tutti Suoi figli, tutti amati, conosciuti e voluti sin da prima che il mondo fosse ma allo stesso tempo siamo tutti diversi; ne consegue che il Signore comunica con ciascuno di noi in maniera diversa, (esattamente come fanno un padre ed una madre qui sulla terra) e si fa “sentire” in maniere diverse. Sono certa che si fa sentire sempre, a volte anzi quasi sempre, non nei modi in cui ce lo aspetteremmo noi.

    Forse sbaglio, ma non penso che Gesù voglia essere capito…Non ci è dato capire ogni cosa, penso per Grazia, perchè non ne sapremmo portare il peso…provo a fare un esempio..metti dei bicchieri di diverse forme e dimensioni davanti al mare: noi siamo i bicchieri e Dio è il mare. Pensi che il mare possa essere contenuto tutto in ciascun bicchiere? No! Non è importante la capacità di ciascun bicchiere ma che ogni bicchiere sia pieno per quello che può contenere!
    …Si narra che un giorno Sant’Agostino si interrogava su come avrebbe potuto capire tutto di Dio; mentre passeggiava sulla spiaggia vide un bimbo in riva al mare che scavava una buca con l’intento di far entrare tutto il mare in quella buca. Il futuro Santo si fermò e gli disse: come puoi pensare che il mare intero possa stare in quella buca?” E il bambino gli risponde: “e come fai tu a pensare di poter capire tutto di Dio?” Se noi capissimo tutto non avrebbe più senso avere Fede in Lui!

    Penso che Gesù desideri essere amato da noi, che voglia avere un rapporto personale con ciascuno di noi, rapporto che comprende anche un modo personale di pregare, di parlargli, di mettersi in contatto con Lui non perchè ci stia lontano ma perchè la preghiera, il colloquio, il ringraziamento e la lode (detto anche sacrificio di lode proprio perchè ci sono stagioni nella nostra vita in cui ci verrebbe da fare tutto tranne che lodarlo!!) aiuta noi ad aprirci a Lui e a sentire la Sua vicinanza, la Sua presenza e la Sua azione nelle nostre vite in modo particolare quando lo pensiamo lontano.

    Mi dispiace molto per i tuoi amici che si sono suicidati e mi unisco al tuo dispiacere.
    Quello che ti posso dire per fede è che sono certa che la protezione del Signore non sia mancata a nessuno dei tre (in vita e dopo) e che ciò che ha portato due di loro a scegliere il sacerdozio è stato il loro Amore per il Signore.
    Dio però, ci ha dotato di una cosa che si chiama libero arbitrio al quale non si può opporre nemmeno Lui perchè significherebbe andare contro se stesso; a volte la nostra libertà ci porta a fare scelte sbagliate o drammatiche come quella dei tuoi amici.
    Come scrivi tu, non è possibile sapere quello che c’è nel cuore delle persone, quello lo vede solo Dio! ne consegue che nessuno di noi può sapere quello che i tuoi amici avevano nel cuore al momento di questa scelta e quindi mi fermo qui; però ci tenevo a darti alcune parole di speranza fondate sulla Fede che va oltre ogni umana comprensione (grazie a Dio).

    Forse Gesù ti chiede di amarlo semplicemente come ne sei capace, con le tue lotte, domande, insicurezze, frustrazioni, buio interiore etc,e sono sicura che piano piano arriveranno anche tante risposte.

    Sarai ogni giorno nel calice!

    Sara

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